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Convegno "Depressione: femminile, plurale"
26/01/2011 - Dipartimento per le Pari Opportunità, Roma - 16:00
Si stima che in Italia siano circa otto milioni le persone che soffrono di depressione e che di queste quasi 5 milioni e mezzo siano donne. La differente distribuzione del fenomeno tra i due sessi inizia con l’adolescenza e si protrae per tutta la vita con picchi più elevati nella gravidanza, nel post-partum e nel periodo immediatamente precedente la menopausa.
Il maggiore carico di depressione nelle donne è dovuto a un insieme di fattori biologici (influenza degli ormoni sul funzionamento cerebrale), psicologici (esposizione ad eventi traumatici, sensibilità allo stress) e sociali (violenza domestica e sessuale, disparità di reddito, responsabilità della cura degli altri) che hanno un peso diverso di caso in caso. Le differenze di genere non si limitano alla distribuzione, ma comprendono anche una diversa modalità di manifestarsi del disturbo prevalendo nelle donne le forme “atipiche”, con umore reattivo e aumento del sonno e dell’appetito, e l’associazione con disturbi d’ansia e della condotta alimentare. Differente è infine la sensibilità alle cure con una migliore risposta, almeno in età fertile, agli antidepressivi che agiscono sulla ricaptazione della serotonina.
La vastità e la gravità del fenomeno “depressione femminile” reclamano con urgenza un’azione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, a superare i pregiudizi verso le cure, a migliorare le capacità dei medici nel riconoscere e trattare questa patologia personalizzando l’intervento in base ai fattori biologici, psicologici e sociali che, di volta in volta, entrano in gioco. In questo modo si migliora la salute delle donne e, allo stesso tempo, si promuove il benessere sociale.
Non bisogna infatti dimenticare che le donne svolgono oggi un ruolo insostituibile, oltre che in ambito riproduttivo, anche sul piano economico e del funzionamento della famiglia e della società.







