Articoli scientifici
Lo screening per l'osteoporosi nelle donne anziane
12/06/2006
Le pazienti anziane, seppur a maggior rischio di fratture ossee patologiche, sono meno frequentemente sottoposte ad esami di screening per l'osteoporosi.
Il 40% delle donne di età superiore ai 50 anni sono destinate a sviluppare una frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale nel corso della propria esistenza. Il rischio di osteoporosi e di fratture ossee aumenta con l’età delle pazienti: mentre meno di un quinto delle donne di età compresa tra i 65 ed i 74 anni presenta una riduzione della massa ossea, più del 50% dei soggetti di sesso femminile di età superiore agli 85 anni risulta affetto da osteoporosi. Un gruppo di ricercatori, guidati da Joan Neuner, della Divisione di Biostatistica del Medical College of Wisconsin di Milwaukee, negli Stati Uniti, ha condotto uno studio, pubblicato recentemente sul Journal of the American Geriatric Society, finalizzato a verificare se le pazienti anziane, che rappresentano la fascia di popolazione maggiormente a rischio di fratture ossee patologiche, sono anche le persone più frequentemente sottoposte ad esami di screening per l’osteoporosi. La ricerca dimostra che, viceversa, con l’aumentare dell’età (e quindi del rischio di osteoporosi) le donne in postmenopausa sono sempre meno spesso sottoposte ad indagini per la determinazione della massa ossea. Lo studio ha preso in esame per circa tre anni un gruppo di 43.802 donne, provenienti da 6 diverse regioni urbane statunitensi, di età compresa tra i 66 ed i 90 anni. L’analisi è stata condotta valutando la frequenza con cui le pazienti, in base all’età, venivano sottoposte a esami di screening per la definizione della densità ossea, valutando anche l’influenza di altri fattori di tipo demografico o sanitario. Dai dati è emerso che nel corso dei tre anni di studio (tra il 1999 ed il 2001) il 22.9% delle donne è stato sottoposto ad una mineralometria ossea computerizzata (MOC). La percentuale di somministrazione di esami di screening per l’osteoporosi è risultato diminuire con l’aumentare dell’età delle pazienti: mentre infatti le donne di età compresa tra i 66 ed i 70 anni sono state sottoposte a MOC nel 27,2% dei casi, le pazienti di 86-90 anni solo nel 10% dei casi hanno ricevuto una valutazione strumentale della massa ossea. “Nel corso dei tre anni di osservazione, l’adozione di tests di screening per l’osteoporosi è risultata più bassa nei gruppi di età a maggio rischio di fratture ossee patologiche”, afferma Joan Neuner nelle conclusioni del suo lavoro. E’ dunque di fondamentale importanza che, alla luce dei risultati della ricerca, i medici prestino una maggiore attenzione alla prevenzione del rischio fratturativo nella popolazione femminile più anziana, attualmente penalizzata e fortemente esposta alle complicanze, spesso invalidanti e talora mortali, della demineralizzazione ossea.




