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Terapia ormonale sostitutiva e rischio di carcinoma ovarico in donne in postmenopausa


04/12/2006

L'uso prolungato di trattamenti ormonali sostitutivi aumenta il rischio di sviluppare carcinomi dell'ovaio in donne in postmenopausa.

​L’importante studio Women’s Health Initiative (WHI), che è stato avviato nel 1991 dal National Institute of Health statunitense e ha preso in esame 27.000 soggetti di sesso femminile, ha evidenziato importanti problematiche correlate all’utilizzo della terapia ormonale sostitutiva nel trattamento dei disturbi climaterici. In particolare, esso ha dimostrato che la HRT (Hormone Replacement Therapy degli autori anglosassoni) aumenta nelle donne il rischio di carcinomi mammari e di patologie cardiovascolari (soprattutto ictus cerebrali ed infarti miocardici). Non esistono invece informazioni univoche riguardo al rapporto tra trattamento ormonale sostitutivo in menopausa e neoplasie maligne delle ovaie. A tale proposito, una recente ricerca, condotta da James V. Lacey e dai colleghi della Hormonal and Reproductive Epidemiology Branch del National Cancer Institute di Rockville, negli Stati Uniti, ha dimostrato che il ricorso prolungato a trattamenti estroprogestinici in pazienti in climaterio provoca un significativo incremento della probabilità di sviluppare carcinomi ovarici. I risultati di questo lavoro epidemiologico sono stati pubblicati nello scorso mese di Ottobre sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of the National Cancer Institute. Gli studiosi americani si sono avvalsi dei dati relativi a 97.638 donne, di età compresa tra i 50 e i 71 anni, arruolate nel trial denominato National Institutes of Health–AARP Diet and Health Study Cohort. Le pazienti erano state sottoposte a due questionari (il primo compilato tra il 1995 e il 1996, il secondo nel periodo 1996-1997), finalizzati in particolare ad avere informazioni sull’utilizzo eventuale di una Hormone Replacement Therapy. Sulla base delle notizie raccolte dai Registri oncologici nazionali, l’equipe di ricercatori ha rilevato fino al 2000 l’insorgenza di 214 casi di carcinoma ovarico nella popolazione considerata. Dall’analisi dei dati è stato possibile evidenziare che il ricorso a terapie sostitutive con estrogeni per un periodo di tempo inferiore ai 10 anni non era correlato all’insorgenza di neoplasie dell’ovaio. Viceversa, l’assunzione di prodotti estrogenici per più di 10 anni aumentava dell’89% il rischio di carcinomi ovarici. Infine, il trattamento continuativo combinato con estrogeni e progestinici per periodi superiori a 5 anni risultava significativamente legato all’insorgenza di tumori maligni delle gonadi femminili. “Una terapia ormonale sostitutiva di lunga durata è associata ad un incremento della probabilità di manifestare un carcinoma dell’ovaio in donne in postmenopausa”, affermano James V. Lacey ed i suoi collaboratori nelle conclusioni della loro interessante ricerca. Essi aggiungono infine: “Questi dati rafforzano ulteriormente nella comunità scientifica le preoccupazioni relative ai possibili rischi correlati alla Hormone Replacement Therapy, quando essa sia protratta per molti anni”.

Fonti:
Lacey J et al.: "Menopausal Hormone Therapy and Ovarian Cancer Risk in the National Institutes of Health–AARP Diet and Health Study Cohort", J Natl Cancer Inst 2006; 98: 1397-1405