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Deficit di Vitamina K e rischio di osteoporosi postmenopausale
18/12/2006
Il deficit di vitamina K aumenta il rischio di sviluppo di osteoporosi in donne in postmenopausa.
E’ ampiamente noto che la vitamina K (fattore nutrizionale contenuto principalmente nelle verdure a foglia verde) interviene nella regolazione dei processi coagulativi. Meno conosciuti sono invece gli effetti di questa vitamina sul metabolismo osseo. Secondo uno studio di autori statunitensi, guidati da Jane Lukacs, della University of Michigan School of Nursing di Ann Arbor, insufficienti livelli sierici di vitamina K possono essere implicati nella eziopatogenesi della osteoporosi delle donne in postmenopausa. Diversi studi comparsi sulla letteratura internazionale hanno dimostrato che la vitamina K è essenziale per consentire ad una proteina del tessuto osseo, denominata osteocalcina, di essere perfettamente funzionale. Più precisamente, l’osteocalcina è in grado di legare il calcio solo quando carbossilata: ebbene, nell’organismo umano il processo chimico di carbossilazione può avvenire solo in presenza di sufficienti quantità di vitamina K. Viceversa, quando i livelli di vitamina K sono eccessivamente ridotti, l’osteocalcina risulta inattiva e non è in grado di “catturare” efficacemente il calcio, impedendo quindi all’osso di raggiungere o mantenere una adeguata mineralizzazione. Jane Lucacs ed i suoi collaboratori hanno esaminato nel loro lavoro clinico – pubblicato recentemente sulla rivista Menopause – 59 pazienti, 38 delle quali (di età compresa tra 20 e 52 anni) presentavano ancora regolari cicli mestruali, mentre 21 (40 - 52 anni di età) erano in fase menopausale precoce. Le analisi ematochimiche hanno consentito di evidenziare che le donne del secondo gruppo avevano più elevati livelli sierici di osteocalcina non carbossilata (quindi funzionalmente inattiva), rispetto alle pazienti con normali mestruazioni (1.10 vs 0.64 nmol/l). Affermano gli autori della ricerca, commentando i loro risultati: “Sicuramente molti fattori contribuiscono allo sviluppo della osteoporosi post menopausale, in primo luogo il ridotto livello di estrogeni. Secondo quanto da noi riscontrato, anche insufficienti livelli di vitamina K possono giocare un ruolo nel progressivo processo di demineralizzazione ossea correlato al climaterio”. Essi aggiungono inoltre: “E’ probabile che valori sierici di vitamina K adeguati per donne giovani ed in buona salute non siano sufficienti per pazienti di età più avanzata”. Alla luce dei risultati di questo lavoro, occorrerà in futuro valutare con nuovi studi l’opportunità di somministrare alle donne in menopausa supplementi di vitamina K, al fine di favorire un normale metabolismo osseo e di prevenire lo sviluppo della osteoporosi.
Fonti:
Lukacs JL et al.: "Differential associations for menopause and age in measures of vitamin K, osteocalcin, and bone density: a cross-sectional exploratory study in healthy volunteers", Menopause. 2006 September/October;13(5):799-808




