Articoli scientifici

Share |

Dolore e depressione vanno trattati insieme


22/06/2009

Rilanciamo un articolo da “Corriere Salute” online.

L’articolo riporta i risultati di un trial clinico randomizzato, condotto a Indianapolis su 250 pazienti affetti da dolore cronico e da depressione almeno di grado moderato. Lo studio ha dimostrato come protocolli di trattamento congiunto dei due aspetti, dolore fisico e depressione, producano risultati più efficaci, rispetto alle cure standard, in termini di outcomes clinici e qualità di vita dei pazienti affetti. ​



Che soffrire di un dolore cronico non aiuti il morale, lo direbbe anche monsieur de Lapalisse. E i medici sanno che, al contrario, un mal di schiena che non passa può essere anche un modo subdolo con cui si manifesta una depressione latente. Ecco perché conviene trattare entrambi i disturbi, prima l’uno e poi l’altro, come hanno provato a fare Kurt Kroenke e i suoi colleghi dell’università dell’Indiana. LO STUDIO - Nel corso dello studio, condotto a Indianapolis, sono stati selezionati 250 pazienti che da almeno tre mesi soffrivano di dolori alla schiena, all’anca o al ginocchio e che a un test specifico avevano dimostrato di avere anche una depressione almeno di grado moderato. Metà dei partecipanti sono stati assegnati alle cure standard, mentre l’altra metà è stata sottoposta a un programma intensivo e integrato in tre fasi: nelle prime 12 settimane ci si è concentrati sulla cura della depressione, cercando il trattamento ideale per ogni determinato paziente; nel corso dei tre mesi successivi i pazienti hanno partecipato a sei incontri nel corso dei quali è stato insegnato loro a gestire nel modo migliore il dolore muscolare e osseo; infine sono stati seguiti per altri sei mesi di terapia di mantenimento. I risultati «Un anno dopo, in questo gruppo» racconta Kroenke, «la percentuale di persone che avevano registrato notevoli miglioramenti nel tono dell’umore era più che doppia rispetto a quella ottenuta tra coloro che erano stati sottoposti alle cure standard (il 37,4 contro il 16,5 per cento). Ancora maggiore poi è stata la differenza nel numero di individui che hanno riferito una riduzione del dolore di almeno il 30 per cento rispetto ai valori iniziali, misurati secondo un’apposita scala». Infine, il vantaggio si è mantenuto tenendo conto di dolore e depressione insieme. IL CONTESTO - Il dolore e la depressione sono i sintomi più comuni per cui ci si rivolge al medico e in quasi la metà dei casi coesistono. «Non sempre è facile capire se è nato prima l’uovo o la gallina, se cioè la persona è depressa a causa del dolore o il dolore è un sintomo della depressione» commenta Amedeo Costantini, direttore del Centro di fisiopatologia e terapia del dolore del Policlinico di Chieti, «ma nel trattamento non si può prescindere da nessuno dei due aspetti, per cui anche nei nostri protocolli si tiene sempre conto della dimensione psichica. Che dolore e depressione si potenzino a vicenda è ormai un fatto del tutto assodato». Anche senza un approccio per fasi successive come quello descritto dai colleghi statunitensi, l’apporto di psicologi e psichiatri viene chiesto nella valutazione iniziale e nella scelta delle terapie: «Alcune forme gravi di depressione per esempio, possono sconsigliare la scelta di alcuni farmaci o trattamenti» aggiunge l’esperto. Per questo, anche nei casi in cui dello staff del centro di terapia del dolore non faccia parte una figura professionale specifica, ci si rivolge a servizi di psichiatria e di psicoterapia convenzionati.

Roberta Villa ​

Fonti:
Kroenke K, Bair MJ, Damush TM, Wu J, Hoke S, Sutherland J, Tu W. Optimized antidepressant therapy and pain self-management in primary care patients with depression and musculoskeletal pain: a randomized controlled trial. JAMA. 2009 May 27;301(20):209