Articoli scientifici
«Mangioni» si diventa, anche per colpa dei troppi divieti
04/09/2009
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.
Uno studio recentemente pubblicato sul “Journal of Pediatrics” ha indagato le eventuali correlazioni fra il peso di circa 200 ragazzine e i comportamenti dei genitori in materia di educazione alimentare. La ricerca, che ha seguito le piccole per un decennio, dall’età di 5 anni in poi, ha messo in evidenza una relazione tra la capacità di autocontrollo ed il peso corporeo delle ragazze, nonchè tra quest’ultimo e l’eccesso divieti o limitazioni alimentari imposti dai genitori.
Che il sovrappeso e l'obesità infantili siano un problema ormai è chiaro a tutti. Ma per evitare che i propri figli mettano su ciccia è meglio non essere troppo drastici vietando senza deroghe cibi poco sani, perché si rischia di ottenere l'effetto opposto e ritrovarsi con adolescenti con qualche taglia di troppo. Lo stesso peraltro pare accadere se i genitori sottopongono i bimbi a un'alimentazione restrittiva e super-salutista.
AUTOCONTROLLO – Non è un paradosso, ma la tesi di Stephanie Anzman, una studiosa del Centro di Ricerca sull'Obesità dell'università della Pennsylvania che sul Journal of Pediatrics ha appena pubblicato uno studio in cui ha cercato di stabilire le eventuali correlazioni fra il peso di circa 200 ragazzine e i comportamenti dei genitori in materia di educazione alimentare. La Anzman ha seguito le piccole per un decennio, da quando avevano 5 anni in poi, registrandone periodicamente l'indice di massa corporea e chiedendo se i genitori imponessero loro limitazioni o divieti al consumo di cibi specifici; mamme e papà a loro volta sono stati valutati per elementi come peso, altezza e livello socioeconomico, in più alle madri è stato chiesto a più riprese di descrivere il livello di autocontrollo delle proprie figlie. Un dettaglio non insignificante, visto che a 15 anni la probabilità di essere un po' troppo in carne era doppia nelle piccole con scarso autocontrollo rispetto a quelle che, evidentemente, sapevano dominarsi evitando eccessi a tavola. Ma anche i comportamenti dei genitori contano, eccome.
DIVIETI – Secondo i dati raccolti dalla statunitense, se chi manca di self control ha pure genitori che tendono a limitare o vietare l'accesso ad alimenti «pericolosi» per la linea il rischio di ritrovarsi davvero grasse schizza alle stelle. Il meccanismo è ben noto: proibire qualcosa fa venir voglia di provarla, soprattutto a bambini e adolescenti. «Se mamma e papà, rendendosi conto che la figlia ha scarse capacità di controllare i suoi impulsi, cercano di aiutarla vietando gli snack preferiti si innesca una reazione psicologica che porta all'opposto dell'effetto sperato: proibire un cibo lo rende irresistibilmente attraente e queste ragazzine, appena ne hanno la minima occasione, corrono a rimpinzarsi – dice la Anzmann –. Bisogna piuttosto insegnare ai propri figli, che siano femmine o maschi, a esercitare il controllo sulle scelte alimentari e a decidere sempre fra opzioni salutari. In ogni caso, il divieto assoluto non è mai molto utile. E i cibi poco sani non dovrebbero proprio stare in dispensa: è molto più semplice abituare i bimbi a non vedere per casa alimenti inadeguati a una dieta salutare che dover continuamente ripetere loro che non possono mangiare questo e quello».
Elena Meli
Fonti:
Anzman SL, Birch LL. Low Inhibitory Control and Restrictive Feeding Practices Predict Weight Outcomes. J Pediatr. 2009 Jul 10. [Epub ahead of print]




