Articoli scientifici
Fibromialgia: chi lavora mantiene la salute
10/02/2009
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.
L’articolo riporta i risultati di uno studio condotto su 241 donne statunitensi affette da fibromialgia e pubblicato sulla rivista “Arthritis & Rheumatism”. La ricerca dimostrerebbe come il proseguimento dell’attività lavorativa abbia ricadute positive sulla salute psicofisica delle donne affette da tale patologia.
Il lavoro giova alla salute della donne con fibromialgia. Pare infatti che l'impegno professionale non solo non abbia implicazioni negative sulla malattia, ma addirittura che possa contribuire al mantenimento dello stato di salute nel tempo. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatism. Promettenti anche i risultati di un altro studio sulla malattia, pubblicato sulla stessa rivista, riguardante l’impiego sperimentale del sodio oxibato, un farmaco normalmente usato in disturbi come la narcolessia. La ricerca segnala che questo medicinale migliora il sonno e attenua i disturbi dei fibromialgici.
LAVORO E SALUTE – Nel primo studio, coordinato da ricercatori dell’Università del Connecticut, negli Usa, sono state coinvolte 241 donne affette da fibromialgia mediamente da quasi 5 anni, metà delle quali lavoravano. Le pazienti sono state seguite per cinque anni e interpellate ogni 12 mesi attraverso un questionario specifico. Nei cinque anni di osservazione, i ricercatori hanno riscontrato che rispetto alle casalinghe le donne lavoratrici avevano avuto benefici su più fronti – stanchezza, funzionalità e depressione – anche se il dolore era rimasto una costante. Non è invece emerso nessun effetto preventivo del lavoro nei confronti della malattia. «Questi risultati suggeriscono che le donne con fibromialgia possono continuare a lavorare senza conseguenze negative sulla loro condizione – osservano i ricercatori americani -. Il nostro consiglio è quello di tenersi stretto il proprio lavoro a tutto vantaggio del proprio stato di salute nel tempo». «Mantenere una vita attiva sicuramente giova a chi soffre di fibromialgia sia sul fronte dell’umore sia su quello della funzionalità – conferma Laura Bazzichi, coordinatrice del Centro per la fibromialgia e la fatica cronica della Clinica reumatologica dell’Università di Pisa -. Ci sono, però, anche dati che segnalano che difficoltà sul lavoro possono influenzare negativamente la malattia. Per il paziente può infatti essere molto frustrante realizzare di non essere più in grado di svolgere tutte le proprie mansioni».
TERAPIE SPERIMENTALI – Continuando a lavorare ci sarebbe quindi solo da guadagnarci, ma è pur vero che la fibromialgia mette spesso chi ne soffre «fuori combattimento», rendendo difficile lo svolgimento delle diverse attività. Tuttavia qualche barlume di luce si comincia a intravedere anche sul fronte delle cure, anche se ancora non esiste un farmaco risolutivo. Tra le terapie sperimentali rientra anche il sodio oxibato che pare dare sollievo dal dolore e migliorare la funzionalità complessiva in chi soffre di fibromialgia. Almeno così suggerisce un altro studio, su più di 150 pazienti, pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatism. Rispetto al placebo, il sodio oxibato ha migliorato la qualità del sonno dei pazienti e attenuato i disturbi. Buona anche la tollerabilità: pochi infatti gli effetti collaterali associati al medicinale. «Stiamo sperimentando anche noi questo farmaco con risultati molto incoraggianti – segnala la dottoressa Bazzichi -. Nella fibromialgia c’è un’alterazione della qualità e della quantità del sonno e il sodio oxibato, attualmente registrato per l’uso nella narcolessia (un disturbo caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna) contribuisce a ristrutturare il sonno e a migliorarne la qualità. L’unico inconveniente è che per ora va preso due volte durante la notte».
Antonella Sparvoli
Fonti:
Reisine S, Fifield J, Walsh S, Forrest DD. Employment and health status changes among women with fibromyalgia: a five-year study. Arthritis Rheum. 2008 Dec 15;59(12):1735-41.
Russell IJ, Perkins AT, Michalek JE; Oxybate SXB-26 Fibromyalgia Syndrome Study




