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Una rete sociale di fumatori, ecco perché le neomamme ricadono nel vizio della sigaretta


13/01/2012

Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.

 

Da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani e pubblicato sul “Maternal And Child Health Journal”,  è emerso che il rischio per le donne di riprendere a fumare dopo una gravidanza è molto alto, pari all’80% circa. Le cause sono da ricercarsi nella frequentazione di ambienti di fumatori ed essere continuamente sottoposte alla tentazione del fumo.

MILANO - Anche se in gravidanza fino al 45% delle donne smette di fumare, l’80% circa di loro poi riprende la sigaretta e i tentativi per evitarlo sono spesso infruttuosi. Sottoponendo a un’attenta valutazione le degenti del reparto di maternità che avevano smesso di fumare in attesa del parto, i ricercatori della Standford University e quelli delle università di Wahington e di Yale hanno scoperto che i fattori che fanno ricadere la neomamma nel vizio del fumo sono principalmente tre: 

1. far parte di un ambiente di fumatori 

2. essere messa in tentazione da membri del proprio entourage sociale 

3. lo stress del cambiamento che si verifica nei rapporti con i fumatori del proprio ambiente dopo avere

Smesso.

LO STUDIO - Lo studio, basato su oltre 300 pagine redatte dalle stesse neo-mamme su appositi prestampati, è stato pubblicata sul Maternal And Child Health Journal: si trattava principalmente di donne bianche (63%) con età media di 26 anni (fra 18 e 36) che in oltre la metà dei casi (54%) avevano un livello di istruzione superiore. Tutte hanno enfatizzato l’importanza dei loro rapporti con amiche/amici e i cambiamenti di questi rapporti verificatisi dopo aver smesso, una situazione fonte di grosso stress perchè la loro rete sociale era costituita per lo più da fumatrici e fumatori con cui erano continuamente costrette a confrontarsi. Cambiare di colpo le amicizie è difficile, ma è possibile ristrutturare con attenzione i rapporti del proprio ambiente sociale grazie al supporto di psicologi o di gruppi di autoaiuto, un’esperienza che insegna come affrontare l’abbandono del fumo ristrutturando la propria rete sociale e liberandosi da quelli che sulla rivista Addictive Behaviors i ricercatori del British Columbia Centre of Excellence for Women's Health di Vancouver hanno recentemente chiamato “smoking identity groups”, cioè gruppi che si identificano nel vizio del fumo, un po’ come quelli che si identificano nel bianchino al bar del sabato pomeriggio. Perdere la propria identità di gruppo non diventa in questo modo così stressante da far aumentare il rischio di una depressione post-partum, un altro fattore che gioca, di per sé, un ruolo importante nella ripresa della sigaretta.

Cesare Peccarisi

 

Prady SL, Kiernan K, Bloor K, Pickett KE. Do Risk Factors for Post-partum Smoking Relapse Vary According to Marital Status? Matern Child Health J. 2011 Oct 16. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 22002229.