Articoli scientifici
Pressione alta? Meglio curarsi di sera
30/10/2011
Rilanciamo un articolo tratto da “La Stampa Benessere” online.
Secondo uno studio pubblicato sul “Journal of the American Society of Nephrology”, i farmaci antipertensivi sarebbero maggiormente efficaci se assunti nelle ore serali anziché al mattino. I tassi di eventi cardiovascolari, come ictus e infarti, potrebbero infatti essere ridotti nei pazienti ipertesi di oltre il 50%, utilizzando la strategia di somministrazione della terapia antipertensiva prima di andare a letto piuttosto che al mattino.
Si stima che siano oltre 10 milioni gli italiani affetti da ipertensione arteriosa. E se queste cifre paiono inquietanti già di per sé, quello che molti non sanno è che vi sono migliaia di persone che sono ipertese senza esserne a conoscenza. Almeno fino a quando non si verifica un evento cardiaco.
Comunque sia, il lato positivo è che i farmaci per tenere sotto controllo questa piaga moderna esistono da tempo e sembrano agire anche discretamente bene sulla maggior parte delle persone. Efficacia che, si scopre oggi, pare essere migliore soprattutto se assunti nelle ore serali. Questo è quanto asserisce uno studio pubblicato due giorni fa sul Journal of the American Society of Nephrology (JASN).
Da questo nuovo studio si scopre che le gravi conseguenze da ipertensione, come ictus e attacchi di cuore, possano essere prevenute drasticamente attraverso l’assunzione serale dei tradizionali farmaci, anziché al mattino – come molte persone usano fare.
Da tempo si sa che l’ora in cui i farmaci vengono assunti può influenzare in modo positivo o negativo l’efficacia del medicamento. Per tale motivo lo studio, coordinato dal dottor Ramón Hermida dell’Università di Vigo in Spagna, ha voluto esaminare su oltre 600 pazienti affetti da ipertensione e malattie renali la differenza di efficacia tra i farmaci assunti nelle ore diurne e quelli assunti nelle ore serali.
La ricerca è durata oltre cinque anni e ha potuto dimostrare che i pazienti che assumevano la pastiglia anti-ipertensiva la sera avevano meno probabilità di andare incontro a eventi spiacevoli come ictus e infarti. Inoltre, la mattina, quando si svegliavano avevano la pressione più bassa rispetto a chi assumeva il farmaco prima o dopo la colazione.
«I nostri risultati indicano che i tassi di eventi cardiovascolari nei pazienti con ipertensione possono essere ridotti di oltre il 50%, a costo zero, utilizzando la strategia di somministrazione dei farmaci che abbassano la pressione prima di andare a letto piuttosto che alla mattina», spiega Hermida. «Questo studio documenta per la prima volta che la pressione sanguigna durante il sonno è il marcatore più rilevante e indipendente del rischio cardiovascolare », conclude il ricercatore.
Ecco dunque un buon motivo per provare a cambiare le proprie abitudini – prima però parlatene magari con il vostro medico curante.
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