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Studio Inran pubblicato su British Journal of Nutrition conferma le virtù degli antiossidanti contenuti nel vino rosso


13/04/2011


Rilanciamo un articolo tratto da “La Stampa Benessere” online.

Uno studio pilota italiano pubblicato sul “British Journal of Nutrition” ha investigato gli effetti benefici del vino rosso. Secondo i risultati della ricerca, il consumo di vino rosso durante i pasti previene l’aumento dei grassi nel sangue, che si osserva  invece dopo il consumo del pasto con acqua. Ciò grazie alle proprietà antiossidanti di questa bevanda.

Un nuovo studio pilota sugli effetti del vino rosso è stato condotto dall’Inran - l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione vigilato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).

In collaborazione con il Centro ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach- Istituto Agrario di San Michele all’Adige e con il Dipartimento di Scienze Biochimiche dell’Università Sapienza di Roma – lo studio ha inteso valutare la capacità del vino rosso di ridurre l’aumento nel sangue dei grassi ossidati dopo un pasto molto ricco.

 

Lo studio ha coinvolto 12 volontari sani, 6 uomini e 6 donne, di età compresa tra 24 e 35 anni. Durante il periodo di follow-up, ai volontari è stato chiesto di mantenere la dieta abituale e di non assumere né medicine né supplementi vitaminici.

Per il test, ai soggetti è stato fatto mangiare un doppio cheeseburger di 200 g  con 300 ml di acqua. Dopo 2 settimane l’esperimento è stato ripetuto, ma il pasto è stato accompagnato con 300 ml di vino rosso.

 

«Dai dati dello studio è emerso che il consumo di vino rosso durante il pasto ha prevenuto l’aumento nel sangue dei prodotti di perossidazione lipidica, sia lipidi idroperossidi che ossidi del colesterolo, che si è osservato invece dopo il consumo del pasto con acqua. Questi composti possono avere effetti negativi sulla salute», afferma Fausta Natella, ricercatrice Inran che ha condotto lo studio.

 

Meglio il vino che l’acqua, quindi? Ma, forse, il problema non è né il vino né l’acqua, ma i cibi ricchi di grassi. «Infatti - spiega la ricercatrice - siamo continuamente esposti all’azione di agenti ossidanti, che si trovano sia nell’ambiente sia in ciò che mangiamo. La capacità di reazione del nostro organismo è una determinante essenziale del nostro stato di salute. E noi possiamo contribuire con una dieta appropriata: scegliendo sia alimenti capaci di generare poche scorie ossidate (quindi soprattutto alimenti poveri in grassi) sia alimenti ricchi di antiossidanti (come frutta e verdure). Il vino rosso, se rappresenta una fonte piuttosto ricca di sostanze antiossidanti è anche una fonte importante di alcol, che invece è tossico per l’organismo. Per questi motivi è fondamentale ribadire le parole chiave per il consumo di vino: moderazione e modalità di consumo, cioè esclusivamente durante i pasti».

 

In sostanza, dovendo proprio pasteggiare a cheeseburger forse è meglio abbinarli a un po’ di vino rosso. Ma, come accennato, meglio ancora seguire una dieta sana. D’altronde, bisogna tenere conto che il vino rosso contiene comunque alcol e che, quest’ultimo ingrediente, se non assunto con cautela può di per sé provocare danni alla salute.

 

La ricerca è finanziata dal Mipaaf (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), nell’ambito del progetto “Nume” Nutrigenomica Mediterranea, ed è stata recentemente pubblicata sul British Journal of Nutrition.

 

[lm&sdp]

 

Natella F, Macone A, Ramberti A, Forte M, Mattivi F, Matarese RM, Scaccini C.  Red wine prevents the postprandial increase in plasma cholesterol oxidation products: a pilot study. Br J Nutr. 2011 Feb 4:1-6. [Epub ahead of print] PubMed  PMID: 21294933.