Articoli scientifici
Gli spinaci di Braccio di Ferro rendono davvero più forti
10/02/2011
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori svedesi ha mostrato come i nitrati inorganici, di cui sono ricche le verdure a foglia verde, migliorino l'efficienza dei muscoli. I test, condotti su uomini e donne che per tre giorni hanno assunto piccole dosi di nitrati inorganici per poi pedalare su una cyclette, hanno messo in evidenza un ridotto il consumo di ossigeno necessario per sostenere lo sforzo.
MILANO - Braccio di Ferro aveva ragione: mangiare spinaci fa diventare più forti. Per davvero, anche se non per merito del ferro come tutti abbiamo creduto fin da piccoli: una serissima ricerca appena pubblicata su dimostra infatti che sarebbero i nitrati inorganici contenuti in abbondanza in spinaci e altre verdure a foglia verde a migliorare le prestazioni dei muscoli, rendendoli più efficienti.
ESPERIMENTO - Il dato ha valore anche e soprattutto perché stavolta i test non sono stati fatti su topolini, ma su uomini e donne in carne e ossa che per tre giorni hanno assunto piccole dosi di nitrati inorganici per poi pedalare su una cyclette: ebbene, i nitrati hanno ridotto il consumo di ossigeno necessario per sostenere lo sforzo. In altre parole, i muscoli di chi aveva preso i nitrati erano riusciti a lavorare "risparmiando" ossigeno, e quindi con una maggiore efficienza: tutto perché i mitocondri, le piccole "centrali respiratorie" delle nostre cellule, grazie ai nitrati consumano appunto meno ossigeno. «I mitocondri di norma non sono pienamente efficienti, come del resto nessuna "macchina" biologica lo è - spiega Eddie Weitzberg, il fisiologo del Karolinska Institutet di Stoccolma che ha coordinato lo studio -. I nitrati, e soprattutto l'ossido nitrico che da essi si forma nel nostro organismo, sembrano in grado di ridurre i livelli di proteine che "frenano" il lavoro del mitocondrio».
NITRATI - Qualunque sia la causa, l'effetto è evidente. A lungo però si è ipotizzato che i nitrati introdotti con la dieta facciano male, seppure meno dei nitriti: nessun pericolo? «Abbiamo dimostrato di recente che i nitrati contenuti in frutta e verdura vengono trasformati in ossido nitrico dai batteri che abbiamo nel cavo orale: l'ossido nitrico è una molecola preziosa, che abbassa la pressione e dilata i vasi sanguigni - spiega Weitzberg -. Certo, abbiamo studiato i nostri volontari per un periodo di tempo breve, resta da chiarire che cosa accade se il consumo di nitrati si prolunga nel tempo o in pazienti con patologie in cui c'è un deficit della funzione dei mitocondri, per esempio in chi ha il diabete o malattie cardiovascolari. Ma noi non stiamo consigliando supplementi a base di nitrati: le dosi efficaci per migliorare l'efficienza cellulare e le prestazioni muscolari sono analoghe a quelle che si trovano in una normale porzione di spinaci o in due, tre barbabietole».
PATOLOGIE - Questi dati, insomma, non vogliono spingere a consumi smodati di nitrati inorganici di qualunque genere, ma sottolineare una volta di più che i nutrienti contenuti nei vegetali sono preziosi per il nostro benessere. «Spesso le sperimentazioni messe in atto per verificare quali singoli micronutrienti siano responsabili dei benefici di frutta e verdura hanno fallito - dice il ricercatore -. Stavolta i nitrati sembrano dare un vantaggio evidente: il meccanismo da noi ipotizzato potrebbe perciò spiegare perché i vegetali sono tanto preziosi nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari o di diabete, ovvero in situazioni in cui, guarda caso, i mitocondri non funzionano al meglio. Il motivo dei benefici di frutta e verdura potrebbe essere proprio la presenza dei nitrati che migliorano l'efficienza dei mitocondri». La scoperta si porta pure dietro un corollario non irrilevante: «I batteri del cavo orale sono indispensabili per il primo passaggio della trasformazione dei nitrati in ossido nitrico, ovvero nella molecola che molto probabilmente è l'"interruttore finale" che agisce sui mitocondri: chi usa collutori antibatterici parecchio potenti potrebbe rischiare di non godere abbastanza degli effetti positivi dei nitrati inorganici», conclude Weitzberg.
Elena Meli




