Articoli scientifici
Violenza in video deleteria per adolescenti
21/10/2010
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute online”.
Uno studio coordinato da J. Granfman ha affrontato la relazione tra esposizione a film, programmi tv o videogiochi violenti e risposta emotiva negli adolescenti, valutata mediante l’esecuzione di una risonanza magnetica. Secondo quanto emerso dai risultati della ricerca, la sovraesposizione alla visione di scene violente determinerebbe un decremento dell’attivazione della regione del cervello coinvolta nelle reazioni emotive. Ciò farebbe pensare ad una sorta di desensibilizzazione, che potrebbe favorire l’insorgenza di comportamenti aggressivi.
MILANO - Guardare film o programmi tv o giocare a videogiochi violenti desensibilizza gli adolescenti e potenzialmente promuove attitudini e comportamenti aggressivi: lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista. Sebbene precedenti ricerche abbiano mostrato che le persone possono diventare più aggressive e disinteressate a violenze reali dopo la visione ripetuta di alcune immagini, poco si sa su come venga influenzato il cervello degli adolescenti. «È particolarmente importante comprendere ciò perché l'adolescenza è un momento in cui il cervello cambia e si sviluppa, in particolare la parte del cervello che controlla le emozioni, il comportamento emozionale e le risposte agli eventi esterni» osserva il coordinatore dello studio, Jordan Grafman.
L'ESPERIMENTO - I ricercatori hanno reclutato 22 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni ai quali sono stati mostrati quattro secondi di scene violente di 60 video suddivisi in tre gruppi base al grado di violenza: bassa, media, estrema. Durante la visione, il cervello degli adolescenti è stato esaminato con la risonanza magnetica per misurarne la risposta emotiva. «Abbiamo scoperto - ha spiegato Grafman - che quando i ragazzi erano esposti ripetutamente ai video più violenti decresceva l'attivazione della regione del cervello concernente le reazioni emotive». La scoperta, secondo l'esperto, implica che l'esposizione ripetuta a scene di questo genere possa far accettare la violenza e indurre a comportamenti sbagliati. (Fonte: Ansa)




