Articoli scientifici

Share |

La sensibilità al freddo si sviluppa dopo la nascita


23/06/2010

Rilanciamo un articolo tratto da “La Stampa Benessere” online.

 

Uno studio statunitense pubblicato sulla rivista “Neuroscience” ha studiato i circuiti neurali dei neonati. La ricerca, condotta su cavie, ha mostrato che questi ultimi sono sviluppati ed attivi soltanto due settimane dopo la nascita. Ciò indurrebbe a ipotizzare non solo che nelle primissime settimane di vita il neonato non ha mai sentito freddo, ma anche che tutto ciò che disturba la formazione del feto nella fase di sviluppo del circuito neurale potrebbe avere effetti a lungo termine. Studi di questo genere sono molto importanti per comprendere i meccanismi molecolari delle sensazioni. La comprensione di questi ultimi potrebbe essere molto utile per lo sviluppo di terapie farmacologiche che diano sollievo al dolore cronico e per ridurre l’estrema sensibilità al freddo che accusano, per esempio, molti pazienti diabetici.

La sensibilità al freddo si sviluppa soprattutto dopo la nascita, questo è quanto suggerisce uno studio Americano condotto da David McKemy della University of Southern California (USC).

Per comprendere ciò, la ricerca è stata condotta – tanto per cambiare – su dei piccoli topolini. È proprio grazie a loro che i ricercatori hanno scoperto che i circuiti neurali dei neonati sono attivi in tutto e per tutto soltanto due settimane dopo la nascita.

Lo studio, pubblicato nella versione online di “Neuroscience”, riporta la dichiarazione di McKemy, un professore di neurobiologia: «Circa tre o quattro giorni prima della nascita dell’animale la proteina è già attiva. Tuttavia, gli assoni dei nervi che entrano nel midollo spinale non sono completamente formati fino a due settimane dopo la nascita».

«Il ritardo nello sviluppare la sensibilità al freddo può essere plausibile», continua McKemy, che aggiunge: «Quando mai avete sentito freddo nel grembo materno?». Ammesso che qualcuno se lo possa ricordare… (ndr).

Secondo i dati emersi da uno studio eseguito nell’anno 2008 dall’Institute of Child Health presso l’University College di Londra, risulta che i bambini di undici anni nati prima del termine sono molto meno sensibili alla temperatura di quelli nati a termine gravidanza.

«Questo è coerente con le nostre osservazioni che indicano che il circuito [neurale] non è pienamente sviluppato fin dopo la nascita. Quindi tutto ciò che disturba la formazione del feto in questa fase importante potrebbe avere effetti a lungo termine», sottolineano ricercatori.

I ricercatori dell’USC hanno monitorato il rilevamento e la sensibilità al freddo attraverso topi modificati geneticamente per rendere visibile una proteina verde fluorescente quando il recettore TRPM8 (transient receptor potential melastasin 8) viene prodotto. Tale recettore viene conosciuto anche con il nome di “recettore al mentolo”. Il TRPM8 è un recettore che, secondo studi del 2007 – sempre dell’USC -  è implicato nella sensazione del freddo. In seguito a tale studio, infatti, fu scoperto che quando noi avvertiamo i famosi brividi di freddo è “colpa” di questo recettore, smentendo così la credenza che fossero causati da neuroni.

Gli studi inerenti a tale recettore sono molto importanti per comprendere i meccanismi molecolari delle sensazioni che avvertiamo. La loro comprensione potrebbe essere molto utile per sviluppare farmaci che diano sollievo a dolori cronici e per ridurre l’estrema sensibilità al freddo che accusano, per esempio, molti pazienti diabetici.

«Se si vogliono comprendere le condizioni di allodinia* è necessario centrare il bersaglio. Se si capiscono i “dadi e i bulloni” di base delle molecole dei neuroni e il modo in cui essi captano il dolore allora forse possiamo capire perché avvertiamo il dolore anche quando non dovremmo», concludono i ricercatori.


(lm&sdp)


*Impulso doloroso causato da uno stimolo innocuo

 

 

Takashima Y, Daniels RL, Knowlton W, Teng J, Liman ER, McKemy DD. Diversity in the neural circuitry of cold sensing revealed by genetic axonal labeling of transient receptor potential melastatin 8 neurons. J Neurosci. 2007 Dec19;27(51):14147-57. PubMed PMID: 18094254; PubMed Central PMCID: PMC2883248.