Articoli scientifici
Latte e cancro ai reni: non ci sarebbe un legame
11/05/2010
Rilanciamo un articolo tratto da “La Stampa Benessere” online.
Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica "Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention” mette in dubbio l’ipotesi, avanzata da un precedente studio, di un potenziale legame tra assunzione di latte ed aumento del rischio di cancro renale. Lo studio, basato su dati genetici e fenotipici, apre la strada a successive indagini su più ampia scala, al fine di verificare i risultati iniziali.
Recentemente si era ipotizzato che vi potesse essere un legame tra l’assunzione di latte e un aumento del rischio di cancro alle cellule renali. Un nuovo studio invece mette in dubbio questo assunto e ribadisce che non è necessario alterare il latte alimentare in alcun modo.
Sono i ricercatori del Regno Unito guidati dal dottor Nicholas Timpson del Reparto di Medicina Sociale all’Università di Bristol a sostenere che «se non altro, il fallimento dei risultati genetici per replicare l'associazione tra il latte e il cancro delle cellule renali suggerisce che i timori che il consumo di latte potrebbe elevare il rischio di cancro sono probabilmente infondati».
Per sostenere questa tesi, gli scienziati hanno pubblicato un particolareggiato studio sul "Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention”, la rivista ufficiale dell’American Association for Cancer Research.
Quello che hanno voluto verificare i ricercatori era se vi fosse un nesso fondato tra il consumo di latte alimentare e il rischio di cancro ai reni, come sostenuto da un precedente studio. Per questo hanno utilizzato un marcatore genetico per cercare di districare la matassa.
Così, dal 1999 al 2003 i ricercatori hanno condotto uno studio basato sul controllo dei casi con dati forniti da ospedali. Sono stati coinvolti quattro paesi dell’Europa centrale e orientale. I dati analizzati comprendevano l’osservazione dei dati genetici e fenotipici. Altra operazione era quella di accertare la presenza di una variante del gene MCM6, noto per essere associato alla tolleranza al lattosio, e utilizzato come marcatore imparziale per poter collegare il consumo di latte al rischio di cancro.
In linea generale, i ricercatori hanno scoperto che la differenza di rischio di carcinoma alle cellule renali tra i bevitori adulti di latte e i non bevitori era del 35%. Tuttavia, a un esame per valutare il rapporto diretto per mezzo dei dati genetici non c’è stata un’associazione tra i due campioni.
«Abbiamo trovato prove per ciò che è stato spesso messo in discussione: il rapporto tra consumo di latte e il cancro, eppure quando abbiamo usato i genotipi per verificare questa relazione, non vi era alcuna prova corroborativa. - ha dichiarato Timpson - Questo suggerisce che i risultati di base possono essere soggetti a tipi di pregiudizi e inesattezze che spesso turbano la ricerca epidemiologica, ma anche che questo studio dovrebbe essere intrapreso su scala molto più ampia al fine di verificare questi risultati iniziali», ha poi concluso Timpson.
(lm&sdp)




