Articoli divulgativi

Share |

Qualità della vita in menopausa e terapia ormonale sostitutiva: lo studio HOT


12/09/2006

La menopausa è una delicata fase della vita: esistono supporti per viverla meglio?

Con la menopausa le donne devono affrontare un periodo estremamente delicato dell’esistenza: gradualmente le ovaie cessano la produzione degli ormoni femminili (estrogeni e progesterone) e alcuni sintomi possono manifestarsi in maniera più o meno evidente influenzando la qualità della vita. I disturbi più fastidiosi e frequenti sono vampate di calore, sudorazioni notturne, insonnia, irritabilità, instabilità di umore, disturbi urogenitali; a lungo termine possono insorgere problematiche fisiche più serie come osteoporosi e disturbi cardiocircolatori (anche se per questi ultimi non è ancora provato un sicuro rapporto di causalità). Per meglio affrontare il periodo di transizione della menopausa da decenni si utilizza la terapia ormonale sostitutiva (TOS). TOS è un termine che definisce genericamente la sostituzione degli ormoni fisiologici prodotti dal nostro organismo con ormoni assunti come medicamento: l’insulina per un diabetico, l’ormone della tiroide assunto come pillola da chi non ha più una tiroide ben funzionante sono esempi molto chiari. Nel caso della TOS in menopausa significa reintrodurre tramite pillole, cerotti o gel gli ormoni non più prodotti dalle ovaie onde alleviare in modo significativo ed efficace la sintomatologia climaterica. Ultimamente si sono lette notizie più o meno allarmanti rispetto a questa terapia basate su studi scientifici internazionali, come lo studio statunitense WHI (Womens Health Initiative): queste notizie che devono essere lette in un più ampio contesto dove i numeri vanno bilanciati e interpretati adeguatamente. L’evidenza che la TOS potesse essere associata a un limitato aumento del rischio di tumore del seno dopo un’assunzione prolungata era già stata suggerita da studi epidemiologici e osservazionali, come anche il suo effetto benefico nell’osteoporosi e nella riduzione del rischio di tumore del colon. Il dato di un suo possibile effetto sfavorevole sull’apparato circolatorio è invece emerso dallo studio WHI, che si riferisce però a pazienti in condizioni fragili. Va chiarito che il rischio mammario aumentato dalla TOS è equivalente al prolungamento naturale della fertilità, come avviene nella menopausa più tardiva. Quest'ultima non viene certo considerata una condizione di rischio tale da dover pensare di interrompere le mestruazioni nelle donne dopo i 50 anni, tantomeno si deve considerare eccessivo un uso prolungato di TOS nei casi di menopausa precoce, laddove è viceversa importante sostituire gli ormoni troppo presto carenti, se non altro fino all'età in cui si instaura mediamente la menopausa La Divisione di Farmacoprevenzione dell’Istituto Europeo di Oncologia si occupa di prevenzione clinica dei tumori e da anni sta studiando varie strategie di diagnostica precoce e prevenzione dei tumori della mammella in soggetti che per varie ragioni hanno un rischio aumentato come nel caso di donne che assumono TOS per periodi prolungati. Numerosi studi sono stati svolti con risultati molto promettenti utilizzando il Tamoxifen, farmaco che ha dimostrato chiaramente la sua efficacia nel ridurre il rischio di sviluppare il tumore del seno sia nelle donne in pre- che in post-menopausa. L’effetto preventivo principale del Tamoxifen è bloccare lo stimolo degli estrogeni sulla ghiandola mammaria: ha un meccanismo apparentemente contrario alla TOS, in realtà è un farmaco complesso che blocca o promuove l’effetto degli estrogeni a seconda dell’ambiente e dell’organo su cui agisce. Sulle ossa, per esempio, ha un effetto estrogeno-simile e per questo protegge dall’osteoporosi, dato confermato anche da recentissimi studi americani, mentre sull’utero l’effetto estrogeno-simile invece può facilitare, sia pure raramente, la comparsa di fenomeni proliferativi (per lo più semplici polipi ghiandolari). Negli ultimi anni due grandi studi di prevenzione hanno evidenziato che l’effetto benefico del Tamoxifen era più evidente in donne che assumevano o avevano assunto la TOS: questo ci ha portato a sviluppare studi specifici per definire quanto il farmaco, associato alla TOS, possa ridurre il rischio di tumore mammario. Un primo studio esplorativo sull’associazione tamoxifen e TOS ha permesso di verificare l’efficacia, la sicurezza e l’ottima tollerabilità del basso dosaggio evidenziando in particolare una percentuale di effetti collaterali notevolmente ridotta. Attualmente è in corso in 45 centri diffusi in tutto il territorio nazionale un grande studio clinico, lo studio HOT (acronimo inglese che sottintende l’utilizzo del tamoxifen per controbilanciare la TOS: Hormone replacement therapy Opposed by low dose Tamoxifen), con l’obiettivo di confermare che quest’associazione farmacologia (TOS + tamoxifen a bassa dose) mantiene i benefici riducendo al contempo i rispettivi effetti collaterali dei singoli agenti, realizzando una combinazione potenzialmente molto utile per le donne in menopausa. Lo studio HOT non si è ancora concluso ma dopo quasi 4 anni possiamo affermare che stiamo ottenendo risultati incoraggianti, soprattutto sulla sicurezza del trattamento. Dobbiamo ricordare che la TOS non può essere definita "nociva" di per sé: il punto è come viene utilizzata. La tipologia e le esigenze individuali di ogni donna, la tempistica (inizio possibilmente precoce e durata non troppo prolungata della TOS) e i dosaggi (possibilmente bassi) degli ormoni sono elementi cruciali. Appaiono importanti anche il tipo di progestinico (meglio quelli naturali) e la via di somministrazione. Lo studio HOT offre a tutte le donne in menopausa che assumono una terapia ormonale sostitutiva o intendono iniziarla la possibilità di essere più tutelate e di contribuire allo stesso tempo a un importante programma di ricerca clinica. Il vantaggio è la garanzia di un regolare controllo con esami e visite specialistiche periodiche e gratuite per 5 anni, oltre alla possibilità di assumere il Tamoxifen che potrà ridurre il rischio mammario. Per avere maggiori informazioni, è stato istituito un numero verde, disponibile anche sul sito dello IEO: 800 831 233.

Bernardo Bonanni
(Testo raccolto da Giovanna Gatti) ​