Articoli divulgativi
Nuovi mezzi di contenzione
07/12/2009
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online. Nuove prospettive per il trattamento della vescica iperattiva.
La funzionalità delle basse vie urinarie può essere compromessa da problemi di diverso tipo, anche se tutti allo stesso modo fastidiosi e imbarazzanti, come l' incontinenza degli sfinteri soprattutto nelle donne e l' iperattivismo della vescica in ambedue i sessi. Per entrambe queste situazioni si prospettano ora trattamenti con farmaci più efficaci, ma soprattutto meglio tollerabili e quindi adatti a trattamenti prolungati nel tempo. La vescica iperattiva interessa 3 milioni di italiani (donne tra i 40 e i 60 anni e uomini over 60), di continuo oppressi, giorno e notte, dal bisogno di urinare. Il disturbo è dovuto al malfunzionamento della muscolatura vescicale ed è talmente impegnativo da compromettere la qualità della vita e da sfociare spesso nella depressione. Finora, per ridurre stabilmente l' urgenza e la frequenza delle minzioni, si è fatto ricorso a farmaci che riducono l' iperattività dei muscoli vescicali bloccando i meccanismi che li controllano, i cosidetti «recettori muscarinici». Questi però, oltre che nella vescica, si trovano nelle ghiandole salivari, negli occhi, nelle vie respiratorie e nel cuore. E quindi, quando un farmaco li blocca, oltre a ridurre lo stimolo a urinare, causa secchezza delle fauci, stitichezza o, seppur di rado, aumento della frequenza cardiaca: tutti effetti collaterali così fastidiosi da rendere spesso problematico l' uso prolungato dei medicinali. Ma ora, secondo uno studio svoltosi in tutta Europa (Italia compresa) su 1355 pazienti, un antimuscarinico di nuova generazione promette un' efficacia e una tollerabilità migliori. «Questa sostanza, è stata studiata per agire a fondo sui recettori muscarinici della vescica e il meno possibile sugli altri nel resto del corpo» spiega Mauro Cervigni, direttore di Uroginecologia all' Ospedale S. Carlo di Roma. «Con la conseguenza che, rispetto ai farmaci tradizionali, dimezza gli episodi di urgenza e riduce in modo significativo le perdite involontarie. Il tutto con pochi effetti indesiderati». Le valvole dell' uretra L' incontinenza da sforzo, al contrario dell' incontinenza da vescica iperattiva, è la perdita incontrollata di urina che si verifica in seguito a un aumento della pressione intra-addominale per uno sforzo fisico, un colpo di tosse. Il problema interessa soprattutto le donne, anche in giovane età, e viene di solito affrontato mediante medicinali che, pur essendo in grado di ridurre gli episodi non possono essere presi per lunghi periodi in quanto aumentano la pressione arteriosa. «Ora - spiega Cervigni - cominciamo a disporre di farmaci che possono impedire le perdite involontarie senza particolari effetti collaterali, agendo sul sistema nervoso centrale in modo da aumentare la forza di contrazione della muscolatura dello sfintere dell' uretra, ossia la valvola che controlla le emissioni urinarie verso l' esterno». Consigli Così si riducono «le perdite» Le terapie farmacologiche sono spesso indispensabili per combattere l' incontinenza urinaria. Ma anche alcuni comportamenti possono giocare un ruolo assai rilevante. Ecco alcuni esempi di «igiene» di vita quotidiana che possono contribuire a ridurre le «perdite». Limitare l' introduzione di liquidi (bevande, acqua, caffè, tè e soprattutto birra) a un massimo 1,5-2 litri al giorno può essere utile a evitare di alzarsi di notte. Attenzione ai cibi piccanti: aumentano, infatti, lo stimolo a urinare e procurano una sensazione dolorosa alla vescica. Risolvere la stitichezza e, soprattutto, curare l' obesità. Soprattutto nelle donne queste due condizioni comportano un maggior rischio di insoegenza dell' incontinenza. Le donne è bene che evitino anche esercizi fisici o lavori pesanti: spesso facilitano d' insorgenza della incontinenza. Nei forti fumatori è più facile che vi sia incontinenza: la tosse cronica di cui spesso soffrono, infatti, provoca con più facilità le perdite. Incontinenza da sforzo e vescica iperattiva sono due problemi da distinguere bene, perchè richiedono cure diverse.
Allori Luigi




