Articoli divulgativi
Ragazzi stanchi e svogliati? Forse mangiano poco ferro
01/04/2011
Rilanciamo un articolo di Corriere Salute:la carenza del minerale aumenta tra i giovani italiani e, senza pesce e verdure, aumenta anche l'obesità .
MILANO - Spaghetti con le vongole, fagioli e carne alla messicana: magari, con piatti come questi, è più facile aiutare gli adolescenti a introdurre adeguate quantità di ferro. E che sia importante farlo lo conferma uno studio sull’European Journal of Clinical Nutrition, realizzato nell’ambito del progetto HELENA, al quale hanno partecipato anche ricercatori italiani dell’Inran (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione). Dallo studio (su 940 ragazzi dai 12 ai 17 anni, di 10 città europee, fra cui Roma) è emerso che nel nostro Paese il 21% delle ragazze e il 17% dei ragazzi ha una riduzione delle riserve di ferro. Tale riduzione rappresenta il primo livello di "allarme" dal quale, se non si pone rimedio, si può passare al secondo ("reale carenza") e poi al terzo: l’anemia. «Sono dati su cui riflettere — commenta Marika Ferrari, ricercatore Inran — perché, anche se in Italia l’anemia vera e propria è stata osservata soltanto nel 2% delle ragazze e in nessun ragazzo, è elevato il numero di adolescenti a rischio di carenza di ferro. Una condizione che può portare stanchezza e spossatezza e influire negativamente su alcune prestazioni, come la capacità di concentrarsi».
Sebbene il rischio di carenza sia maggiore nelle ragazze (per i loro più elevati fabbisogni di ferro, dovuti anche alle perdite mensili, che portano a raccomandare l’assunzione di 18 mg al giorno di ferro, contro i 12 mg dei coetanei maschi), anche i ragazzi devono fare attenzione. Come? Cercando di consumare con una discreta frequenza alimenti con un buon contenuto di ferro (carne, pesce, legumi, frutta secca, verdure a foglia), tenendo anche conto della facilità con cui questo minerale viene assorbito. Che è maggiore per il ferro contenuto nella carne e nel pesce, rispetto a quello dei vegetali, il cui assorbimento può però essere facilitato dalla contemporanea presenza di vitamina C. Può quindi essere utile abbinare, nello stesso pasto, legumi, radicchio verde o spinaci con un’arancia, un kiwi o una coppetta di fragole, tutte buone fonti di vitamina C.
A proposito di carenze di ferro c’è una "novità": in alcuni studi si è visto che sono più frequenti nei giovani obesi rispetto ai normopeso. In passato ciò era stato attribuito alla dieta scorretta, ora si ipotizza che sia una delle conseguenze dell’obesità: l’infiammazione cronica causata dall’obesità aumenterebbe la produzione di "epcidina", un ormone prodotto dal fegato ma anche dal tessuto adiposo, che sembra inibire l’assorbimento intestinale del ferro. «Un’ipotesi interessante — osserva Ferrari — tanto che, nell’ambito del progetto HELENA, stiamo rielaborando i dati per valutare se nei ragazzi europei l’obesità sia uno dei principali fattori associati alla carenza di ferro».




