Articoli divulgativi
Le donne ingrassano sull'orlo di una crisi...di noia
26/05/2010
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online. Le donne ingrassano di più in situazioni di noia, rabbia e frustrazione.
MILANO - Donne annoiate, deluse, arrabbiate e dunque in sovrappeso, più degli uomini che difficilmente legano l'aumento ponderale agli stati d’animo. A trovare un legame tra il tedio femminile e l’aumento di peso è una ricerca inglese che ricorda come il sovrappeso spesso non sia legato a un effettivo bisogno di cibo dettato dalla fame.
LA RICERCA – Le interviste sono state svolte su 5mila persone adulte, maschi e femmine, commissionate da un’azienda inglese (Appesat) che commercializza prodotti per perdere peso più velocemente, proprio lavorando – come molte altre aziende – sulla repressione della sensazione di fame. Dai risultati emerge un dato significativo: sono le donne a ingrassare di più in situazioni legate alla noia. In questi casi infatti le donne intervistate ammettono di mangiare di più, e dichiarano di esagerare con il cibo se, oltre a essere annoiate, si sentono anche frustrate e arrabbiate. E proprio questo particolare non viene rilevato nelle interviste maschili. In media, le calorie immesse ogni giorno in situazioni di stress e tedio sono circa 500 in più per le donne, pari a una maggiorazione di ¼ del fabbisogno calorico giornaliero di una donna in buona salute di corporatura media che svolge una moderata attività fisica. E pari anche, come sottolinea la ricerca, a un comuni hamburger.
LA NUTRIZIONISTA – Gli stessi ricercatori hanno calcolato (basandosi sempre su valori medi e ricordando che non sono solo le calorie immesse a decretare un aumento di peso, ma anche altri fattori personali e congeniti) che consumare un panino in più al giorno porterebbe ad aumentare di una taglia in pochissime settimane. La nutrizionista , intervistata dal britannico , ricorda: «Controllare ciò che si mangia non è semplicemente una questione di volontà, ma coinvolge la consapevolezza psicologica del proprio desiderio di mangiare e la propria relazione con il cibo».
Eva Perasso




