Articoli divulgativi

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Cuore e pressione: quale prevenzione possiamo fare?


03/10/2007

Rilanciamo un articolo de La Stampa online sulla prevenzione cardiovascolare.

​Cuore, nutriamolo di verde e tanto movimento

Da mettere nella lista nera: sedentarietà, fumo, un’alimentazione ricca di grassi animali (e povera di vegetali e fibre), alcuni fattori di rischio come l’ipertensione arteriosa, livelli elevati di colesterolo, il diabete e l’obesità. Da soli, o peggio tutti insieme, aumentano significativamente il rischio di infarto o di malattia cardiovascolare. Si stima che nel 2025 un miliardo e mezzo di persone al mondo soffrirà di ipertensione arteriosa e che l’incremento maggiore riguarderà la popolazione dei paesi industrializzati. Oltre il 60% della popolazione presenta elevati livelli di colesterolo nel sangue, ma il 75% lo ignora. Il 40% della popolazione, inoltre, non effettua alcuna attività fisica, il 20-30% della popolazione tra i 35 e i 70 anni fuma e circa il 20% della popolazione è obesa.

La Giornata Mondiale per il Cuore e delle Cardiologie Aperte
Con lo slogan «Se tieni al tuo cuore, tienilo sotto controllo» domenica 30 settembre si tiene la quarta edizione della «Giornata Nazionale di Cardiologie Aperte», iniziativa promossa da Heart Care Foundation, Fondazione dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco). In occasione della Giornata Mondiale per il Cuore, un migliaio di cardiologi dell’Anmco, coadiuvati da altrettanti infermieri, saranno a disposizione dei cittadini per fornire informazioni, effettuare controlli e distribuire materiale illustrativo sul rischio cardiovascolare. Saranno 270 le strutture cardiologiche coinvolte in tutta Italia per spiegare l’importanza di uno stile di vita salutare. (Lo specifico programma della giornata è disponibile in ogni Centro e sul sito www.tuttocuore.it).

Prevenzione 1: attività fisica regolare «La prevenzione, intesa come modifica dello stile di vita e controllo dei fattori di rischio, rappresenta il principale strumento per ridurre l’incidenza, l’impatto e la mortalità delle malattie cardiovascolari - spiega Francesco Chiarella, presidente Anmco -. È fondamentale svolgere un’attività fisica regolare - prosegue - iniziando fin dall’infanzia ad adottare uno stile di vita salutare. Bisogna, per esempio, ridurre il tempo che si trascorre davanti alla televisione e inserire momenti di attività fisica nelle consuete attività quotidiane: salire le scale invece di usare l’ascensore, andare al lavoro o a scuola a piedi, approfittare dei momenti di pausa lavorativa per brevi passeggiate». Camminare a passo svelto per 30 minuti al giorno riduce del 20% circa l’incidenza di malattie cardiache e dell’10% l’incidenza di ictus. I bambini e gli adolescenti, dovrebbero svolgere almeno 60 minuti di attività fisica al giorno.

Con il movimento la pressione si abbassa
La riduzione anche di un solo punto (1 mm Hg) della pressione arteriosa, ottenuto anche grazie ad una regolare attività fisica, si associa ad una riduzione del 2-4% di eventi cardiovascolari. «È dunque importante seguire semplici regole comportamentali per mantenere sano il proprio cuore - osserva Salvatore Pirelli, Presidente di Heart Care Foundation -. Anche per questo motivo, la nostra campagna si rivolge principalmente ai giovani. La prevenzione, infatti, resta la chiave di volta per il benessere del cuore».

Prevenzione 2: alimentazione corretta E poi l’alimentazione, ricca di frutta e verdura, fondamentale per mantenere il benessere del cuore. Sì, quindi, ai fitoalimenti (yogurt, cereali e margarine specifiche che contengono fitosteroli), ma con giudizio, perché non sono la panacea di tutti i mali. Lo sottolinea il professor Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all’Università Cattolica di Roma: «Per abbassare il colesterolo - dice - l’unica strategia sicura è una alimentazione sana e controllata e l’esercizio fisico. I fitosteroli contenuti in alcuni alimenti vengono assorbiti al posto del colesterolo, riducendo di fatto il colesterolo cattivo di circa il 10%, grazie anche a una sinergia con le statine che agiscono sul fegato. Tuttavia - precisa Rebuzzi - l’efficacia delle sostanze non è additiva, e oltre i 2-3 grammi non ci sono ulteriori benefici. Va poi sottolineato che non esistono studi scientifici che provino una loro efficacia per un periodo superiore ai tre mesi. Pensare che aiutino è verosimile, ma non sono la soluzione per un abbassamento stabile del colesterolo».