Articoli divulgativi

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Ictus, attenzione ai segni premonitori


14/03/2007

​Un intervento tempestivo può salvare la vita. Ecco perché è importante riconoscere subito i sintomi del malore.

​Dall’ictus ci si può salvare, è importante intervenire in tempo. Oggi l’ictus cerebrale rappresenta la terza causa di morte e la prima di disabilità, ma esistono cure che permettono di tornare a una vita normale, a patto che la malattia sia presa entro 3 ore circa dalla crisi. Un attacco di ictus ha sintomi piuttosto pesanti: un terribile mal di testa, che non passa nemmeno con l’uso di antidolorifici, accompagnato spesso da perdita di sensibilità a un braccio o a una gamba, e/o l’impossibilità di camminare e muovere le dita delle mani e dei piedi. Altre volte, invece, insorge un’estrema difficoltà ad articolare le parole, o a comprendere le frasi altrui, oppure la visione si altera e gli oggetti vengono percepiti "a metà". Se c’è anche solo uno di questi sintomi, è bene chiamare l’ambulanza e, nell’attesa, non fare assolutamente nulla, nemmeno bere un sorso d’acqua (l’eventuale perdita di coscienza improvvisa metterebbe a rischio di soffocamento). La tempestività della cura è fondamentale perché l’ictus è provocato da un coagulo che blocca il normale afflusso di sangue e impedisce all’ossigeno di raggiungere il cervello. Grazie a una nuova terapia che si chiama trombolisi endovenosa, si riesce oggi a evitare il peggio: il farmaco viene iniettato entro 3 ore dall’attacco e va ad agire sul coagulo, sciogliendolo. In questo modo di ripristina il normale apporto di sangue e ossigeno alla parte colpita.
[da Donna Moderna del 31.01.2007]