Interviste

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Quella fastidiosa acne tardiva.


09/10/2009

​Due chiacchiere con Enzo Berardesca

La comparsa dell’acne tardiva è possibile? Ne abbiamo parlato con il Professor Enzo Berardesca, Direttore del Dipartimento di Dermatologia Infiammatoria ed Immunoinfettivologica e della Struttura Complessa di Dermatologia Clinica dell’Istituto Dermatologico S. Maria e S. Gallicano, Roma

1. Professor Berardesca, è possibile per una donna non più adolescente scoprirsi dei brufoli al volto che prima non c’erano?
Sì, si tratta di un’acne comunemente definita da esordio tardivo che interessa principalmente donne in età compresa fra i 25 e i 45 anni ed è spesso correlata a condizione particolari di stress o alterazioni ormonali quali l’ovaio micropolicistico. Si manifesta di norma con microcisti, comedoni o punti neri e foruncoli che si localizzano di preferenza nella zona mentoniera ossia a partire dalle labbra in giù, fino al collo.
2. Tra le varie cause ha nominato anche lo stress. Esiste quindi un rapporto diretto fra quest’ultimo e la comparsa dei brufoli?
Sì, è quanto è stato dimostrato da una ricerca condotta dall’Università di Stanford in California su alcuni studenti universitari nei quali la comparsa di acne aumentava del circa 25% nei 3 giorni precedenti l’esame e nei 7 giorni immediatamente successivi.

3. Come mai la comparsa dei brufoli avveniva proprio in questo periodo?
La ragione va ricercata in un meccanismo ormonale che, sollecitato in condizioni particolari di stress, aumenta la produzione di ormoni Acth, melanocortina e gonadotropina rilasciati dall’ipofisi. Questi ormoni attivano a loro volta alcuni recettori presenti sulla superficie delle ghiandole sebacee che rilasciano dei neuromediatori, in particolare la sostanza P, responsabili dell’aumento di secrezione di sebo e dell’infiammazione. Il risultato è lo sviluppo di pelle grassa, punti neri, microcisti e foruncoli. Sono comunque di sfoghi di durata limitata che dovrebbero scomparire a conclusione del periodo di stress.

4. Oltre all’acne, quali altri sintomi possono essere possibili?
Si noterà la pelle più grassa, una alterazione del ciclo mestruale, l’aumento della peluria sul viso e in rari casi anche la calvizie.

5. Esistono esami che consentono di controllare la produzione ormonale?
Basta un semplice esame del sangue mirato a valutare il dosaggio degli ormoni androgeni. È tuttavia utile anche una ecografia ovarica per verificare ad esempio la presenza di un ovaio policistico, spesso causa dello sviluppo dell’acne.

6. Se l’ecografia lo confermasse, quali provvedimenti occorre intraprendere?
In questo caso un aiuto può arrivare dall’uso della pillola anticoncezionale a componente progestinica e ad azione antiandrogenica che inibisce gli effetti degli ormoni maschili, portando nell’arco di qualche mese ad un progressivo miglioramento dell’acne.

7. Come comportarsi in presenza di questi brufoli sul volto?
I brufoli non sono assolutamente da schiacciare poiché se ne favorirebbe la permanenza e un peggioramento dell’infiammazione. È possibile anche mascherare i segni utilizzando cosmetici non comedonici che non occludano i follicoli pilosebacei favorendo lo sviluppo dell’acne.

8. E possibile fare invece lampade solari?
Con moderazione e molta attenzione poiché se inizialmente i raggi UVA sembrano asciugare la pelle, a lungo andare provocano un ispessimento della cute e l’ostruzione dei follicoli che è alla base dello sviluppo dell’acne.

9. Come curare l’acne?
Se il problema persiste il consiglio è quello di rivolgersi a un dermatologo e trattare l’acne con creme o gel a base di retinoidi, che sono dei derivati della vitamina A, anche in abbinamento a un gel antisettico al benzoile perossido e/o ad un eventuale antibiotico in crema o per bocca. I miglioramenti si dovrebbero osservare nell’arco di 3 settimane.

Francesca Morelli