Interviste
Sì allo slow-food.
16/10/2009
Intervista a Maria Letizia Petroni
La lentezza, un toccasana a tavola: perché? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Maria Letizia Petroni, nutrizionista presso l’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo.
1. Dottoressa Petroni, trangugiare le pietanze non è soltanto una regola contraria al bon ton o ai ritmi della digestione, ma arreca danni anche alla linea.
È vero. Una ricerca condotta dall’Università di Osaka, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Medical Journal, riguardante le consuetudini alimentari di oltre tremila persone fra i 30 e i 69 seguiti per un periodo di tre anni, ha attestato che mangiare in fretta raddoppia le possibilità di diventare sovrappeso. L’indice di massa corporea di chi mangiava con ingordigia era molto superiore rispetto a quello della restante popolazione presa in esame con un rischio tre volte maggiore di sviluppare obesità.
2. Questo studio dà quindi un’ottima indicazione su come ci si dovrebbe comportare a tavola.
Certamente. Il primo consiglio resta sempre quello di seguire una alimentazione sana e moderata ed il secondo, anch’esso molto importante seppure non venga ricordato di frequente, è di masticare a lungo ogni boccone, circa venti volte. Spesso poi non si considera che assaporare un cibo con lentezza consente anche di gustare appieno i piaceri della tavola. Non lo dico solo in qualità di nutrizionasta ma esistono molti e reali benefici nello ‘slow food’ - ed è quindi a questo tipo di alimentazione che vanno le mie preferenze - rispetto al ‘fast food’ tanto in voga soprattutto nei pasti di mezzogiorno.
3. Che correlazione esiste tra il consumare un cibo con lentezza e la dieta?
La spiegazione è scientifica ed è motivata dal fatto che da quando si inizia a mangiare al momento in cui i segnali di sazietà dallo stomaco arrivano al cervello intercorrono circa venti minuti. Dunque masticare con lentezza può aiutare a tenere a freno gli eccessi alimentari contrariamente alla voracità che stimola, una volta consumato un piatto, la voglia di ingerire le portate successive ad un ritmo eccessivo anche a pancia già piena.
4. Come conciliare la lentezza, però, con le brevi pause pranzo a cui siamo abituati?
Occorrerà imparare a regolarsi soprattutto a pranzo. Diventa quindi importante la prima colazione del mattino, che potrà essere ricca, a cui fare seguire nell’arco della giornata due spuntini – uno a metà mattina e uno a merenda – a base di yogurt e frutta. Il pranzo del mezzogiorno potrà così essere più leggero e con portate più ridotte.
5. Quale consiglio può dare per abituarsi a mangiare con maggiore lentezza?
Un buon stratagemma è quello di appoggiare le posate sul piatto dopo ogni boccone e concentrasi sul cibo e sul suo sapore. Per fare questo, e secondo norme di buona educazione, a tavola andrebbero dunque evitate discussioni accese, la lettura di libri o giornali, o lo sguardo alla TV. Il pasto va gustato come una sorta di rito, niente di più facile da apprendere!
Francesca Morelli




