Interviste
La sclerosi multipla. i traguardi di oggi
12/02/2010
Due chiacchiere con Carla Zanferrari
La sclerosi multipla: una malattia ancora poco conosciuta. Ne abbiamo parlato con Carla Zanferrari, U.O di Neurologia, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma
1. Dottoressa Zanferrari, la sclerosi multipla è una malattia ancora poco conosciuta che tuttavia annovera parecchi casi sia nel mondo che in Italia. Quali sono le fasce di popolazione maggiormente colpite?
Nel mondo le persone colpite da sclerosi multipla sono più di un milione, con prevalenza di donne. In Italia abbiamo circa 54 mila casi (uno su 1.100 abitanti) di cui 1.800 nuove manifestazioni ogni anno. L’età di esordio della malattia varia tra i 15 e i 50 anni, ma la maggior frequenza di nuovi casi si registra in giovani tra i 20 e i 30 anni. Seppur raramente, la malattia può essere diagnosticata anche in persone di età avanzata.
2. Quali sono i sintomi?
Le manifestazioni iniziali sono diverse a seconda della presentazione della malattia. Più frequentemente, la sclerosi multipla è caratterizzata da disturbi transitori come l’offuscamento della vista da un occhio, formicolii o riduzione della forza ad una gamba o un braccio, disturbi dell’equilibrio, talora sensazione di urgenza ad urinare. Questi disturbi possono scomparire in alcune settimane o pochi mesi, ma è importante riferirli al medico che potrà consigliare gli esami adeguati.
3. E’ possibile prevedere il decorso della malattia?
Purtroppo no, anche se in base al decorso è possibile individuare forme lievi e forme più aggressive. Esistono peraltro anche alcuni parametri che aiutano a definire in termini probabilistici la possibile evoluzione della malattia. È comunque importante arrivare ad una diagnosi per avviare le terapie disponibili che si sono dimostrate in grado di ridurre il rischio di nuovi episodi clinici ed il numero di alterazioni di segnale nella sostanza bianca del cervello alla Risonanza Magnetica.
4. Qual è il meccanismo che ingenera la sclerosi?
Le cause non sono ancora del tutto note. L’ipotesi più accreditata è che la sclerosi multipla sia una malattia autoimmunitaria. In parole semplici, il sistema immunitario va “fuori controllo” ed aggredisce il rivestimento mielinico dei nervi causando l’alterazione della trasmissione dei segnali elettrici nel cervello e nel midollo spinale con la conseguente comparsa dei sintomi già descritti. Queste alterazioni, che possono essere studiate mediante la Risonanza Magnetica del cervello e del midollo, si manifestano come aree di alterato segnale nella sostanza bianca. Da qui l’importanza per i pazienti affetti da sclerosi di sottoporsi alla risonanza magnetica in modo periodico, ogni 6 mesi -1 anno in relazione alla fase della malattia. Infatti, è fondamentale che il numero e le alterazioni della sostanza bianca siano contate per valutare la progressione della malattia e l’efficacia della terapia.
5. Si conosce l’origine della malattia?
Non completamente. Probabilmente, oltre all’alterato funzionamento del sistema immunitario è possibile che alcune caratteristiche genetiche individuali predispongano all’errore del sistema di difesa a cui possono associarsi anche fattori esterni. Questo non significa però che la malattia sia genetica, e che quindi si trasmetta ai figli. Infatti, i casi di sclerosi multipla genetica sono rari.
6. Abbiamo detto che ad essere colpite sono principalmente le donne. La sclerosi può essere una controindicazione ad una eventuale gravidanza?
No, per due ragioni. In primo luogo perché la sclerosi multipla non è una malattia ereditaria,quindi di per sé non dovrebbe rappresentare un motivo determinante nella decisione di avere o non avere un figlio. Secondariamente, la malattia non mette a rischio la salute del feto. Tanto più che, come accade nella malattie autoimmuni, nei mesi di gravidanza la malattia abitualmente è sopita e non si manifestano peggioramenti. Occorre invece prestare attenzione al periodo successivo al parto poiché durante il puerperio aumenta il rischio di nuovi episodi infiammatori. a cause delle modificazioni della prolattina. è questa la ragione per cui viene suggerito, alle pazienti affette da malattia di inibire l’allattamento materno.
7. Esistono oggi terapie efficaci per il controllo delle sclerosi?
Da quasi vent’anni esistono farmaci immunomodulanti che si sono dimostrati in grado di ridurre il rischio di avere nuovi episodi infiammatori. sebbene non sia possibile affermare che questi farmaci siano in grado di bloccare la malattia, è però certo che possono influenzare in modo positivo il decorso. Sono inoltre disponibili farmaci immunosoppressivi, che vengono utilizzati nelle forme gravi ed avanzate quando la sintomatologia diviene progressiva. Negli ultimi anni importatisi sono avute nuove opportunità di cura con l’introduzione degli anticorpi monoclinali, dei farmaci biologici per ora destinati a pazienti con caratteristiche molto specifiche, che si sono rivelati potenti ed efficaci per il controllo della malattia.
. 8 Si tratta di terapie con effetti collaterali importanti?
Dipende dal farmaco ad esempio l’interferone ha più effetti collaterali di altri e dalla frequenza di somministrazione che può essere giornaliera, settimanale o plurigiornaliera. In ogni caso, la scelta della terapia deve essere discussa con il paziente, per considerare in modo adeguato l’impatto che il trattamento ha sulla qualità di vita. È peraltro possibile introdurre farmaci, ad esempio la tachipirina, che aiutano a mitigare gli effetti collaterali. è bene poi che ogni caso venga valutato in modo congiunto da diversi professionisti: neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, psicologi, urologi per fare il punto sulle necessità di ogni paziente.
9. Quali sono in Italia i centri più all’avanguardia per la cura della sclerosi multipla?
Esistono vari centri di ottimo livello, sia per la cura della malattia nelle sue differenti fasi che in ambito di ricerca. Tra questi, ricordo l’Istituto Neurologico “Carlo Besta” e l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, la Clinica Neurologica di Genova e al centro-sud presso l’Università di Napoli, Roma e Palermo. I Centri per la cura della sclerosi multipla sono, comunque, distribuiti su quasi tutto il territorio nazionale e i protocolli terapeutici applicati sono spesso condivisi e basati sulle indicazioni derivanti dalle evidenze scientifiche.
Francesca Morelli




