Interviste

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Il papillomavirus: una minaccia che si può sconfiggere.


27/11/2006

Mario Sideri

D. Che cosa è il papillomavirus?

R. Il papillomavirus (HPV) è un virus, o meglio una famiglia di virus, che comprende più di 100 tipi virali; si dividono in cutanei, cioè che infettano la cute, e mucosali, che infettano le mucose (cavo orale, congiuntiva, pene, ano, vulva, vagina e cervice). Tra i 40 tipi circa mucosali ce ne sono tredici che sono oncogeni per l’uomo (inteso come genere umano!); in particolare sono responsabili della quasi totalità dei tumori del collo dell’utero; i tipi 16 e 18 sono da soli responsabili di più del 70% dei tumori del collo dell’utero; inoltre, il tipo 16 è responsabile di tutti i tumori della vagina, del pene e dell’ano, e di circa il 30% dei tumori della vulva e del cavo orale.

D. Esiste davvero un vaccino? Di che cosa si tratta?
R. Alla fine degli anni ‘90 è stato prodotto un vaccino ricombinante, tipo quello dell’epatite B, profilattico, che è stato sperimentato tra il 2001 e il 2005. Oggi il vaccino profilattico per HPV è in vendita nei principali stati del mondo occidentale: Stati Uniti, Europa, Australia e Nuova Zelanda. E’ stato approvato dall’EMEA per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero, della vulva e della vagina, per la prevenzione delle alterazioni indotte dai virus sul pap-test (displasie) e dei condilomi genitali. E’ un vaccino profilattico, che serve alle donne non ancora entrate in contatto col virus. In Europa è in vendita in Svizzera, Austria, Germania, Inghilterra e, a partire da fine mese, in Francia. Il dossier di registrazione di un vaccino bivalente contro i ceppi oncogeni 16 e 18, anch'esso profilattico per HPV, è stato presentato all'EMEA per approvazione. Ha come obiettivo quello di fornire la miglior protezione possibile contro il carcinoma della cervice uterina mediante la protezione contro le infezioni e le lesioni precancerose causate dai papillomavirus umani con alto rischio di produrre questo tipo di cancro.

D. Il vaccino è disponibile per tutte le donne? Qual è l’età migliore per somministrarlo? Come si somministra? Costa molto?
R. Il vaccino non è ancora disponibile in Italia, ma si pensa lo sarà presto; è indicato per le donne tra i 9 e i 25 anni di età, idealmente per le bambine che non hanno ancora iniziato l’attività sessuale. Si somministra con tre iniezioni sottocute: al cosiddetto "tempo zero", secondo mese e sesto mese dalla prima somministrazione e costa, nei paesi Europei, in media 200€ per dose.

D. Quali sono le patologie ginecologiche più frequenti nelle diverse età della vita?
R. Vediamo di sintetizzare: nelle età 20-45 cisti ovariche, fibromi uterini, vaginiti, sterilità-infertilità; dai 45 ai 90 anni prolasso, incontinenza urinaria, disturbi della menopausa e tumori; tra questi il più frequente è quello all’endometrio, che è anche il più curabile; il tumore dell’ovaio non è nè prevenibile né diagnosticabile in fase precoce; il tumore del collo dell’utero, ormai abbastanza raro (circa 3600 casi all’anno in Italia), è prevenibile con il pap test.

D. Quali sono i controlli ginecologici consigliati a tutte le donne?
R. Si consiglia di eseguire una visita ginecologica una volta all’anno; dai 45-50 anni in avanti è meglio associare l’ecografia transavginale. Il pap test va eseguito dall’età di 25 anni oppure tre anni dopo l’inizio dell’attività sessuale; si esegue una volta all’anno fino ai 30 anni; da questa età, in associazione con HPV test, si esegue ogni tre anni.

D. E’ vero che con l’avanzare dell’età i controlli diventano superflui?
R. L’incidenza dei tumori ginecologici aumenta con l’età, quindi i controlli ginecologici vanno eseguiti sempre ​