Interviste
Che freddo! E le dita diventano blu….
13/12/2011
Flavio Fantini
Dita fredde e blu: forse è la malattia di Raynaud? Come averne la certezza? Quale la sintomatologia e quali gli esami da eseguire per la diagnosi? Ne abbiamo parlato con il Prof. Flavio Fantini, Primario Reumatologo Emerito dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, Milano
1. Professor Fantini, le dita delle mani o dei piedi fredde sono solo espressione di una ipersensibilità termica?
No, alla base potrebbe esserci anche un disturbo, noto con il nome di ‘malattia di Raynaud’, caratterizzato da una alterazione che interessa i vasi sanguigni. La malattia colpisce in particolare le "arteriole", cioè le piccolissime arterie che irrorano le parti del corpo collocate più in periferia dell’organismo come, appunto, le dita delle mani o dei piedi. Lungo il percorso di queste piccole arterie si verificano alcuni restringimenti che ostacolano, per 30-60 minuti circa, il normale flusso del sangue il quale non riesce più ad apportare nutrimento e ossigeno alle diverse estremità del corpo, specie a quelle più lontane. La conseguenza è che le parti interessate dalla problematica diventano pallide e fredde, come accadrebbe, per esempio, se si stringesse con forza un elastico attorno alla base di un dito per alcuni minuti.
2. Dunque come può essere descritta la malattia di Raynaud?
Come una risposta esagerata al freddo da parte del sistema che regola la vasocostrizione dei piccoli vasi delle dita le quali, a causa di questa ipersensibilità a contatto con tutto ciò che è freddo, diventano dapprima bianche per ischemia con un conseguente senso d'intorpidimento e possibilità anche di dolore, quindi bluastre per cianosi e infine rosse per eritema. La malattia è infatti caratterizzata proprio da queste tre fasi, manifeste anche a livello cutaneo.
3. Chi ne è maggiormente affetto?
In genere ad esserne colpite sono soprattutto le donne con un rapporto di
4. Quali sono la cause scatenanti della malattia?
Le cause della malattia di Raynaud non sono ancora note; tuttavia, si conoscono i fattori in grado di scatenarne i sintomi. Tra questi, il freddo è il maggiore responsabile, tanto che si hanno periodi di notevole attenuazione durante la stagione calda, per tornare ad acuirsi quando la temperatura esterna inizia ad abbassarsi. Ma, oltre al freddo, esistono anche altre condizioni in grado di scatenare le manifestazioni del disturbo, quali il fumo di sigaretta e/o alcune forti emozioni.
5. Come arrivare alla diagnosi certa?
Quando la malattia di Raynaud si trova già a uno stadio avanzato una semplice visita del medico generico ne permette una rapida diagnosi, mentre è più difficile se è a uno stadio iniziale o quando sia necessaria una diagnosi differenziale per escludere la presenza di altre malattie di cui questo fenomeno è solo un sintomo; in questi casi è opportuno ricorrere allo specialista, in particolare al reumatologo. Per una diagnosi accurata è sufficiente, comunque, eseguire degli esami del sangue che rivelano se nell'organismo sono presenti infiammazioni o anticorpi anomali e la capillaroscopia che consente di distinguere le due forme della malattia: la primitiva, non legata ad altre patologie e quella secondaria, conseguenza di malattie quali la sclerodermia, l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, le connettiviti e vasculiti.
6. Che cos’è la capillaroscopia?
La capillaroscopia è un esame del tutto indolore che permette di osservare con estrema precisione la microcircolazione che avviene nelle zone più periferiche del corpo. La parte del corpo interessata dalla malattia, come per esempio un dito della mano, viene potentemente illuminata, dopodichè a livello superficiale vi si appoggia una sonda ottica che invia a un monitor a colori l'immagine dettagliata della circolazione periferica, vale a dire relativa a arteriole e venule.
7. Esistono terapie efficaci per controllare la malattia?
Per la forma primitiva è spesso sufficiente proteggere bene dal freddo l’intero corpo, e non solo le mani, evitare il fumo di sigaretta e i farmaci betabloccanti. Quando il disagio è invalidante, invece, si può ricorrere a farmaci vasodilatatori. Per la forma secondaria sono utili farmaci antipertensivi e inibitori dell’endotelina in grado di agire sulle molecole che causano il restringimento dei vasi.
8. Chi ne è affetto può adottare alcuni accorgimenti per controllare le manifestazioni della malattia?
Certamente, a partire dall’abbigliamento. È infatti utile tenere il corpo il più possibile al caldo, specialmente le estremità, con abiti pesanti, calzature imbottite, in modo che la temperatura corporea resti costante intorno a 25°. Per le mani, è meglio preferire guanti in pile o in goretex, due tessuti molto caldi, rispetto a quelli in lana cruda o in pelle. Occorre fare attenzione anche all’utilizzo di alcuni farmaci: sono da evitare i betabloccanti, usati di norma in caso di pressione alta, poiché agiscono sulle pareti delle arterie, la pillola anticoncezionale, la quale tende a restringere i vasi sanguigni, e alcuni farmaci contro l'emicrania a base di caffeina o di ergotamina. Sono nocive anche attrezzature, quali ad esempio il mouse del computer o il pianoforte, per le innumerevoli vibrazioni che possono trasmettere alle mani, spesso causa di piccoli traumi alle arteriole delle dita. Infine è buona norma abolire la dannosa abitudine del fumo, perchè la nicotina è una sostanza – anch’essa - che restringe i vasi sanguigni.
9. Invece i primi rimedi ‘farmacologici’ da attuare quali sono?
Si interviene con rimedi farmacologici specie nei casi in cui la malattia di Raynaud è secondaria, cercando di curare innanzitutto la malattia di base, di solito una malattia autoimmune del connettivo (connettivite), con i cortisonici e gli immunosoppressori, o gli squilibri ormonali con ormoni adeguati a ripristinarne l'equilibrio.
Francesca Morelli




