Interviste
Strabismo: diagnosi precoce per il recupero funzionale dell’occhio
06/12/2011
Roberto Caputo
Che cos’è lo strabismo? Quali sono le cause delle malattia nel bambino e nell’adulto? Quali le terapie possibili? Ne abbiamo parlato con il Dottor Roberto Caputo, Divisione di Oftalmologia, Ospedale Pediatrico Meyer, Firenze
1. Dottor Caputo, che cos’è lo strabismo?
Lo strabismo è una malattia relativamente comune che interessa all’incirca il 4% dei bambini. È una condizione nella quale gli occhi, mal allineati, non sono orientati nella stessa direzione; vale a dire che mentre un occhio fissa un oggetto, l’altro può essere rivolto all’interno, all’esterno, in alto oppure verso il basso o l’alto, non permettendo pertanto una visione contemporanea con entrambi gli occhi.
2. Quali possono essere la cause dello strabismo?
Spesso non riusciamo ad identificare una causa per lo strabismo soprattutto nelle forme che si evidenziano nei primi mesi di vita. In altri casi invece può essere dovuto a difetti refrattivi o a patologie oculari piuttosto serie quali la cataratta congenita ed il retinoblastoma, oppure a patologie neurologiche dell’infanzia. Nel bambino, in particolare, lo strabismo può essere consequenziale a vizi refrattivi non corretti, come ad esempio l’ipermetropia che determina spesso uno strabismo convergente.
3. Quali sono i tipi di strabismo?
Il tipo di strabismo è determinato dalla deviazione che l’occhio assume. Se è deviato all’esterno si parla di extropia (o strabismo divergente); di esotropia (o strabismo convergente) quando l’occhio è deviato all’interno; di ipertropia in presenza di deviazione verso l’alto di un occhio rispetto all’altro e infine di ipotropia nel caso in cui vi sia deviazione verso il basso di un occhio rispetto all’altro. La forma più frequente resta comunque lo strabismo convergente, cui segue quello divergente.
4. Qual è l’età di insorgenza?
Dipende dal tipo di strabismo; la forma più comune è lo strabismo convergente essenziale che insorge nel primo anno di vita. Le forme invece associate a difetti refrattivi hanno un’insorgenza più tardiva, tipicamente intorno al terzo anno, quando aumenta la richiesta di messa a fuoco nell’attività da vicino.
5. Come diagnosticare lo strabismo nel bambino?
Nei bambini è spesso difficile in quanto nel primo anno di vita hanno la radice del naso larga ed una piega di pelle tra il naso e le palpebre (epicanto) che tende a coprire l’occhio durante lo sguardo laterale e da vicino, dando l’apparenza di occhi storti verso l’interno. Questa apparenza di strabismo di norma scompare con la crescita, ma è sufficiente una visita oculistica per determinare il vero o il falso strabismo. Visita che diventa molto importante se in famiglia ci sono parenti affetti da strabismo o altre patologie oculari.
6. Qual è la terapia per lo strabismo?
Una delle principali conseguenze dello strabismo è l’instaurarsi del così detto occhio pigro (ambliopia). Infatti il bambino che storce un occhio, spesso tende ad usare e quindi a sviluppare la vista meglio in un occhio che nell’altro. La diagnosi precoce permette, con l’uso di bendaggio ed eventualmente occhiali, di recuperare l’ambliopia e garantire di conseguenza uno sviluppo visivo corretto. Purtroppo nei bambini strabici, spesso, nonostante il recupero dell’ambliopia non è possibile recuperare la visione binoculare. E’ quindi importante sapere che un bambino affetto da strabismo deve essere curato il più precocemente possibile poiché i migliori risultati si ottengono iniziando adeguate terapie, già a pochi mesi di vita, mirate a stimolare l’utilizzo dell’occhio ambliope.
7. Oltre all’occlusione diretta quale altre soluzioni si possono operare per risolvere la ambliopia?
Si può aiutare il recupero con la penalizzazione ottica con lenti più forti volutamente costruite poste davanti all’occhio buono per peggiorarne la visione; con la penalizzazione farmacologica tramite la somministrazione del collirio in un solo occhio che ne dilati la pupilla e ne blocchi la messa a fuoco (tecnica che io personalmente non uso quasi mai); o ancora con filtri a copertura parziale delle lenti.
8. Si può ricorrere anche all’intervento per la correzione dello strabismo?
Sì, nei casi in cui la correzione ottica non compensi la deviazione, si può ricorrere alla chirurgia. La scelta del tipo di intervento da attuare dipende dalle caratteristiche dello strabismo. In linea di massima, per correggere una deviazione oculare o si indeboliscono i muscoli che funzionano troppo (Recessione), o si rinforzano quelli che sono invece ipofunzionanti (Resezione). Vi sono poi anche interventi più complessi, ma che hanno comunque lo scopo di normalizzare e riequilibrare la muscolatura oculoestrinseca.
9. Il trattamento ottico è fondamentale?
Sì, se necessarie, le lenti devono essere prescritte al più presto possibile, previa determinazione del difetto refrattivo e dopo opportuno esame con pupille dilatate. Ovviamente non in tutti i soggetti strabici si riscontra un difetto refrattivo che necessiti di correzione ottica.
10. Lo strabismo si origina solo in età infantile?
No, può insorgere anche in età adulta ed in questo caso è correlato a fenomeni di paresi dei muscoli oculomotori o a uno strabismo latente che si è scompensato. In alcuni casi lo strabismo può essere la conseguenza di malattie sistemiche tra cui ricordiamo la disfunzione tiroidea di Basedow.
11. Che tipo di lesione risiede alla base dello strabismo nell’adulto?
Di norma si tratta di lesioni dell’apparato motore che possono avere natura paralitica o non paralitica. Nel primo caso, nello strabismo paralitico, si ha una inefficienza di un muscolo oculare in seguito a una lesione nervosa, dovuta a traumi cranici, malattie vascolari, infiammatorie, neoplastiche o degenerative del sistema nervoso. Gli occhi possono apparire sempre deviati oppure in posizione corretta in alcune direzioni di sguardo con uno strabismo che si accentua nella posizione in cui dovrebbe agire il muscolo paralizzato. Il sintomo principale dello strabismo paralitico dell’adulto è la diplopia (visione doppia), spesso accompagnata da vertigini, difficoltà di orientamento e tendenza ad inclinare la testa in senso opposto alla deviazione. Di contro, alla base degli strabismi non paralitici vi sono anomalie dei fattori che regolano la coordinazione degli occhi. Ogni muscolo preso singolarmente è normalmente funzionante, ma il suo equilibrio viene alterato nel momento della visione binoculare. Sono correlati a questo tipo di strabismo cefalea, stanchezza visiva che può accentuarsi nella visione da vicino, bruciore, fotofobia. Talvolta lo sforzo della visione viene manifestato anche con l’inclinazione del capo e l’aggrottamento delle sopracciglia.
Francesca Morelli




