Interviste
Tubercolosi: una malattia ancora moderna
28/11/2011
Luigi Allegra
Qual è oggi l’incidenza della tubercolosi? Quali sono i sintomi che possono insospettire sulla presenza di malattia? Quali le nuove possibilità di diagnosi? Ne abbiamo parlato con Luigi Allegra, cattedra di broncopneumologia presso l'Università di Milano e medico al Policlinico di Milano
1. Professor Allegra, che cosa si intende e quali sono le caratteristiche della tubercolosi?
La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis, ed il cui contagio può avvenire per trasmissione, da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Sono sufficienti pochissimi bacilli per trasmettere l’infezione, seppure il periodo di incubazione nelle persone contagiate possa essere più o meno lungo. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare però la malattia al primo abbassamento delle difese. Le stime riportano che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio, infatti, svilupperà la tubercolosi nel corso della vita; di contro, però, se un individuo malato non viene sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone.
2. La tubercolosi, dunque, è ancora una malattia ‘attuale’?
Sì, e benché oggi sia una malattia prevenibile e curabile, continua a costituire una delle emergenze sanitarie più drammatiche per l’alto numero di diagnosi e casi riscontrabili. La ragione va ricercata nel fatto che, ancora, viene trattata con strumenti diagnostici e farmaci di vecchia concezione, quando di contro, una diagnosi precoce e l’uso di trattamenti adeguati e innovativi, consentirebbe di ridurre in maniera significativa l’incidenza di malattia. Per capire quale e quanta sia ancora la portata, così come l’incidenza, di questa malattia nel mondo, basta pensare che nel 2000 è sorta sotto gli auspici dell’Oms l’alleanza globale Stop TBC, un network di oltre 400 organizzazioni internazionali, Paesi e associazioni pubbliche e private, volto a promuovere due piani globali per fermare la diffusione della malattia: il primo che ha interessato il quinquennio 2001-2005 ed un secondo, partito nel 2006, che si estenderà fino al 2015.
3. Chi è a maggior rischio di contrarre la tubercolosi?
Senz’altro le persone che vivono a stretto contatto con ammalati di TBC bacillifera in fase contagiosa, dunque non curati, gli anziani, i bambini; i diabetici, i pazienti trattati con cortisonici ad alto dosaggio o altri farmaci immunosoppressori, le persone con deficit immunitario in generale, i tossicodipendenti, chi vive in ospizi, cronicari, istituti di correzione, e in tutti gli ambienti affollati e poco arieggiati. In ambiente lavorativo sono, invece, più esposti alla TBC gli operatori sanitari.
4. Quali sono i sintomi a cui fare attenzione e i test per la diagnosi della TBC?
Tosse, accompagnata da sangue nell’espettorato, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni sono le sintomatologie più caratteristiche della TBC che può essere confermata con il test Mantoux, che si esegue inoculando nella cute del braccio la tubercolina. Va detto, però, che la diagnosi precoce per la presenza del batterio si effettua a livello microscopico sull’espettorato della persona. Infatti sebbene
5. Chi può sottoporsi al test della tubercolina?
Il test cutaneo alla tubercolina è un esame innocuo a cui tutti possono sottoporsi: dai bambini, alle donne in stato interessante, fino a soggetti immundepressi, e la cui iniezione provoca solamente una sensazione simile alla puntura di spillo. Solo in caso di positività provoca la formazione di un piccolo indurimento sottocute, mentre non si assiste ad alcuna reazione a livello cutaneo quando è negativo.
6. Esistono effetti collaterali al test per la tubercolosi?
In linea generale no, tuttavia una persona con una carica di anticorpi antiTBC molto forte potrebbe sviluppare occasionalmente una reazione estesa ed intensa, che causa gonfiore (un edema che regredisce spontaneamente entro 2 settimane) e un certo indolenzimento. È rarissima (meno di un caso su mille), invece, la comparsa di febbre, o l’allergia alla sostanza.
7. A chi è bene eseguire il test per la tubercolosi?
Dovrebbero sottoporsi al test coloro che hanno trascorso del tempo con una persona affetta da TBC in fase contagiosa; chi ha un'infezione da HIV (AIDS) o altra condizione ad alto rischio per TBC; chi è nato o risiede in un paese in cui
- Cosa significa un risultato positivo al test cutaneo per la tubercolosi?
Un risultato positivo del test tubercolinico di norma è indice di infezione tubercolare, quindi il bacillo si trova nell'organismo ma non in fase attiva. In questo caso sarebbe comunque utile eseguire un esame radiografico del torace e una eventuale profilassi, mentre in caso di anomalie si procederà con ulteriori accertamenti per attestare l'effettiva esistenza di malattia tubercolare in atto o di qualche altra patologia.
- E’ recente la notizia di un nuovo test per la tubercolosi. Di che si tratta?
Alcuni ricercatori del Nationwide Children’s Hospital in Ohio hanno messo a punto il primo test in grado di verificare in soli 90 minuti chi, tra i portatori, svilupperà la malattia e la resistenza del batterio agli antibiotici. In Italia il test dovrebbe essere disponibile nel corso dei prossimi mesi.
Francesca Morelli




