Interviste

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Il colesterolo: l’amico nemico


13/09/2011

​Roberto Volpe

Quale funzione svolge il colesterolo nel nostro organismo? Quali sono i limiti consentiti? Quando il colesterolo è ‘buono’ e quando ‘cattivo’? Lo stile di vita può aiutare o favorire la produzione di colesterolo ‘buono’? Ne abbiamo parlato con Roberto Volpe, Ricercatore del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cnr, Roma

 

1.    Professor Volpe, che cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è un composto organico, appartenente alla famiglia dei lipidi steroidei, che svolge diverse funzioni biologiche, importanti ed essenziali, per l’organismo. Esso infatti è un componente delle membrane cellulari, vale a dire che aiuta a stabilire i contatti tra le cellule del cervello, di cui regola fluidità e permeabilità, ed è il precursore degli ormoni steroidei, sia maschili che femminili (ad esempio, testosterone, progesterone, estradiolo, cortisolo), della vitamina D e dei sali biliari.

 

2.        Nonostante questo ruolo biologico di primo piano, quando il colesterolo circola nel sangue in concentrazioni superiori alla norma si trasforma in un acerrimo nemico della salute.

È proprio così poiché quando il colesterolo supera i livelli consentiti, vale a dire la soglia di guardia, può depositarsi sulle pareti delle arterie riducendone la portata, con conseguenze anche serie. Infatti in questo caso il sangue non riesce più a scorrere liberamente ed è portato a formare degli aggregati sempre più densi a tal punto da creare delle vere e proprie placche, dette ateromi. Queste placche, oltre a far perdere la naturale elasticità delle arterie, le restringono causando la riduzione o addirittura il blocco dell’afflusso del sangue al cuore, dando luogo a un infarto, o al cervello, provocando un ictus.

 

3.    Quando il colesterolo è ‘buono’ e quando ‘cattivo’?

La parte ‘buona’ del colesterolo è rappresentato dalle HDL (lipoproteine ad alta densità) che circolano nel nostro corpo con lo scopo di legarsi al colesterolo depositato nei vasi e riportarlo al fegato, dove viene smaltito. Più è alto il livello di HDL nel sangue e minore sarà il rischio di sviluppare l'aterosclerosi e tutte le altre conseguenze negative dell'ipercolesterolemia. In virtù di questa loro caratteristica, negli ultimi anni il ruolo delle HDL è stato valutato in maniera sempre più importante. In effetti, oggi si tende a valutare il cosiddetto indice di rischio cardiovascolare, che mette in relazione il colesterolo totale con le HDL. Se tale rapporto è superiore a 5 nell'uomo e a 4,5 nella donna, il paziente è considerato a rischio. Infine, va precisato che il colesterolo più temibile è l’LDL (il lato “cattivo” del colesterolo) che, legandosi a proteine a bassa intensità, può depositarsi sulle arterie. Ecco perché quando si parla di colesterolemia occorre sempre distinguere di quale frazione si parli.

 

4.      Quali sono i limiti consentiti del colesterolo?

La quantità di colesterolo totale nel corpo è considerata ideale se non supera i 200 mg/dl (milligrammi per decilitro di sangue); se fino a 240 mg/dl si può ancora parlare di ipercolesterolemia lieve, oltre i 240 scatta il vero campanello d’allarme. Ma come ho già accennato più che porre attenzione a questi valori, conta piuttosto la proporzione tra le due facce del colesterolo. Vale a dire che si possono avere casi in cui un tasso lievemente elevato di colesterolo non fa correre rischi se nell’organismo circola una quantità di HDL in grado di tenere pulite le arterie e casi in cui un colesterolo più basso ma con una quantità insufficiente di HDL fa rischiare di più di un tasso elevato, ma con più colesterolo ‘buono’.

 

5.       Qual è la percentuale di donne affette da colesterolemia?

Secondo le stime fornite dall’Istituto Superiore di sanità oggi all’incirca il 58% delle donne ha un tasso di colesterolo superiore ai 200 mg, contro il 57% degli uomini. Tuttavia va detto che nel sangue della donna scorrono maggiori quantità di HDL, che unito agli estrogeni, protegge maggiormente la donna dai disturbi cardiovascolari prima importante conseguenza in presenza di elevati quantitativi di colesterolo.

 

6.       Quali sono i provvedimenti da intraprendere in caso di colesterolemia, specie se lieve?

Con valori di colesterolo entro i 240 mg/dl è sufficiente (ed è possibile) agire sullo stile di vita, prime fra tutte l’attività fisica e la dieta. L’attività fisica, infatti, non ha solo il merito di aiutare a tenere sotto controllo il peso, rinforzando il sistema cardiocircolatorio e i polmoni, ma aiuta anche la produzione di colesterolo HDL. Occorre però che lo sport sia praticato in maniera intensa, ossia per almeno 30 minuti, e continuativa per notarne l’efficacia.

 

7.    Che cosa mettere invece sulla tavola per combattere il colesterolo?

Oltre a seguire un regime alimentare equilibrato, moderato in grassi (e, di conseguenza, ipocalorico), specie di origine animale (grasso delle carni e degli affettati, formaggi,burro), andrebbero privilegiati i cibi ricchi di fibre solubili (come le pectine, i betaglucani e l’emicellulosa), quali la frutta, le verdure, i legumi, i cereali integrali, in quanto riducono l’assorbimento del colesterolo alimentare. È bene fare attenzione anche ai condimenti e tra questi scegliere quelli che apportano grassi monoinsaturi (olio di oliva) e polinsaturi (oli di semi di arachide, mais e girasole). La soia, sotto forma di latte, yogurt e budini, oltre ad hamburger, wurstel, polpette e cotolette vegetali, non dovrebbe mai mancare sulla tavola: le sue proteine, infatti, riducendo la produzione di colesterolo da parte del fegato, attivano i recettori delle cellule del fegato che captano il colesterolo in circolo. Il pasto (pranzo e cena) può essere accompagnato da un bicchiere di vino rosso che stimola la produzione di colesterolo buono.

 

8.        E il fumo? Quanto influisce sulla produzione di colesterolo?

Molto, poiché il tabacco inibisce la sintesi di HDL. Per questo sarebbe bene non tanto ridurre, quanto piuttosto smettere di fumare.

 

9.   Esistono rimedi naturali per prevenire la produzione di colesterolo?

Per abbassare in modo naturale la colesterolemia si può puntare su bevande a base di latte o yogurt arricchiti di fitosteroli, ossia sostanze vegetali capaci di ridurre l’assorbimento di colesterolo introdotto con gli alimenti. I fitosteroli, avendo una struttura chimica simile al colesterolo, vengono assorbiti al suo posto dal nostro organismo. Un consumo regolare di fitosteroli, assunti però dopo i pasti principali, può ridurre del 10% la quantità di LDL. Un altro efficace rimedio è il riso rosso fermentato, ottenuto da riso messo a contatto con un micete, una sostanza naturale della famiglia delle statine, anch’esse efficaci nel ridurre la sintesi di colesterolo.

 

10. Quando è invece necessario ricorrere ai farmaci?

Se il tasso di colesterolo supera i 240 mg/dl può rendersi necessaria una terapia farmacologica. In genere si utilizzano le statine che agiscono a livello del fegato, l’organo responsabile della produzione di colesterolo, riducendone la formazione. Si tratta di terapie che vanno assunte per tutta la vita, naturalmente sotto controllo medico, e che hanno dimostrato di ridurre di circa il 30-35% gli eventi cardiovascolari (infarti e ictus).

 

Francesca Morelli