Interviste

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Il valore del sorriso sano


02/08/2011

​Luca Levrini

Una buona igiene orale è alla base della salute della bocca. Sappiamo utilizzare correttamente lo spazzolino? In assenza di questo strumento, come supplire alla pulizia della bocca? Ne abbiamo parlato con Luca Levrini, Università degli Studi dell’Insubria e Ospedale Fondazione Macchi, Varese

 

1.       Professor Levrini, che cosa intendiamo quando parliamo d’igiene orale?

Per igiene orale si intende l'insieme di tutte quelle pratiche di buona educazione orale che andrebbero eseguite più volte al giorno al fine di garantire un livello di igiene compatibile con la salute del cavo orale. Questo significa mantenere ben puliti i denti, le gengive, la lingua e le mucose per evitare l'accumulo di residui alimentari e la formazione di placca e tartaro coinvolti nello sviluppo delle patologie del cavo orale. Tra queste le carie, le malattie delle gengive, ma anche l’alitosi.

 

2.       Quando l’igiene orale può essere definita buona e corretta?

La buona igiene orale potrebbe essere riassunta inizialmente in alcune semplici indicazioni.

-          Spazzolare i denti per almeno 2 minuti dopo mezzora dal pasto, quindi almeno 2 volte al giorno.

-          Cambiare lo spazzolino ogni 3 mesi. Quando le setole hanno perso la loro compattezza, infatti, non esercitano più una efficace azione di pulizia e possono portare a lesioni gengivali

-          Passare lo spazzolino su tutte le superfici dei denti senza esercitare una pressione eccessiva per evitare abrasioni da spazzolamento.

-          Utilizzare un dentifricio con fluoro, perché esercita un’azione protettiva, antisettica e remineralizzante sullo smalto dentale.

-          Utilizzare uno spazzolino con setole artificiali che hanno le punte perfettamente arrotondate più benefiche delle setole naturali che hanno punte irregolari e cave, trattenendo le sostanze al loro interno.

-          Spazzolare i denti muovendolo verticalmente con azione rotatoria dalla gengiva verso il dente. In pratica lo spazzolino viene premuto contro la gengiva e fatto “rullare” con la rotazione del polso dal “rosso al bianco”. Il movimento va eseguito almeno 5 volte prima di passare ad un’altra area.

-          Utilizzare il filo interdentale per prevenire lesioni cariose tra i denti. Il suo utilizzo necessita di un apprendimento specifico e di una buona manualità.

-          Pulire la lingua sia per ridurre la carica batterica patogena responsabile dello sviluppo di lesioni cariose e gengiviti/parodonti sia per la prevenzione dell’alitosi.

-          Effettuare sciacqui con i collutori.

 

3.        Lo strumento principale per l’igiene orale è dunque lo spazzolino. Ci può dare qualche indicazione in più su come e quale scegliere?

Innanzitutto l’attenzione maggiore deve essere data alla scelta delle setole, che devono essere rigorosamente artificiali. Tra la vastissima gamma di spazzolini a setole artificiali è bene scegliere quelli con testine formate da ciuffi distinti e con punte arrotondate che riescono a raggiungere in profondità gli spazi tra i denti. Anche il diametro delle fibre sintetiche ha la sua importanza e normalmente dovrebbe essere compreso tra i 0,20 e 0,25 mm, con durezza morbida.

 

4.         Un altro aspetto, abbiamo visto, da non trascurare è l’uso corretto dello spazzolino. Come servirsene?

Imparare ad usare correttamente lo spazzolino aiuta a preservare sano il sorriso. La cattiva e classica abitudine di spazzolare i denti con un movimento orizzontale, di va e vieni, forte e vigoroso è di scarso aiuto nella lotta contro la carie poiché la placca batterica non viene rimossa completamente ma trascinata da un dente all'altro. Inoltre, un movimento troppo energico tenderà a spingere la placca contro la gengiva facilitando il suo deposito in questa zona. Eccessive sollecitazioni meccaniche potranno inoltre causare danni importanti come infiammazioni e recessioni gengivali e abrasioni dello smalto. Dunque, il metodo corretto per pulire i denti prevede movimenti dalla gengiva al dente “dal rosso al bianco”, non troppo energici e con lo spazzolino inclinato di 45°. Per la pulizia dell'arcata superiore bisognerà quindi procedere dall'alto verso il basso e viceversa. L'operazione di pulizia va ripetuta senza fretta anche per la parte interna, spesso tralasciata. Infine è bene passare lo spazzolino sulle superfici occlusali di molari e premolari in modo da rimuovere la placca dai solchi dentali.

 

5.        Per eseguire una pulizia dei denti, accurata e attenta, quanto può essere utile l’uso dello spazzolino elettrico rispetto a quello normale?

Può essere certamente un valido alleato nella lotta contro la carie, specie per i bambini che possono trovarlo addirittura divertente ed essere incentivati a lavarsi i denti più spesso. Potrei dire che può essere il sostituto ideale dello spazzolino manuale. Le armi vincenti dello spazzolino elettrico sono infatti la facilità di utilizzo, l’efficacia e la comodità. Inoltre il movimento ad alta velocità è in grado di assicurare una igiene orale impeccabile rimuovendo la placca batterica da denti e gengive.

 

6.         È vero che le gomme da masticare possono essere considerate un surrogato dello spazzolino?

Se non si ha con sé uno spazzolino, è possibile ricorrere alla gomma da masticare con xilitolo, che lo rende uno strumento più efficace per l’igiene orale. Lo xilitolo è un educolorante naturale ipocalorico la cui peculiarità è di non essere fermentato dai batteri e quindi di non consentire la formazione degli acidi che demineralizzano lo smalto dentale. La sua attività principale risiede nell’effetto inibitorio dello Streptococcus mutans, il più importante batterio responsabile della formazione della carie. È comunque troppo ottimistico pensare di contrastare la carie con un semplice confetto da masticare. Va detto tuttavia che questi prodotti hanno una parte di merito nella difesa dei denti se utilizzati come supplemento, e non come strumento, per la corretta igiene orale.

 

7.        Quanto è importante il filo interdentale nell’igiene orale?

Il filo interdentale è uno strumento di pulizia fondamentale come lo spazzolino, specie negli adulti dove l’uso corretto e regolare può contribuire all’azzeramento della formazione della carie o malattie gengivali tra i denti. Il filo interdentale è disponibile in diversi tipi: non cerato, cerato che scivola meglio e spugnoso.

 

8.        Come si utilizza il filo interdentale?

Attorcigliando le due estremità alle dita delle due mani, il filo va inserito tra un dente e l'altro. Superato il punto di contatto tra i denti, con movimento controllato per non danneggiare la gengiva, si posiziona delicatamente il filo nel solco gengivale a formare una C che ''abbraccia'' il dente, facendolo poi scorrere verso la superficie dove si mastica (dall'alto al basso per l'arcata superiore e dal basso all'alto per l'arcata inferiore). Vanno deterse entrambe le superfici dei denti a contatto e la manovra si esegue in tutti gli spazi interdentali, utilizzando sempre una porzione di filo pulita. In spazi più ampi, o in sostituzione, è possibile l’utilizzo di scovolini di diverso diametro in base alla necessita del paziente.

 

9.         Che cosa sono le compresse rilevatrici di placca?

Sono compresse in grado di evidenziare le zone dove si ha un maggior accumulo di placca. Il loro utilizzo è molto semplice, vanno infatti lasciate sciogliere in bocca dove, grazie a particolari reagenti, colorano in maniera evidente le aree più ricche di batteri quindi la placca. Il momento migliore per fare questo test potrebbe essere al termine della normale igiene orale domiciliare con lo spazzolino per individuare e ripulire meglio i punti di maggiore accumulo. È un ottimo strumento per motivare il paziente.

 

10.    Infine è possibile dire che anche lo smalto dei denti è soggetto a invecchiamento?

Certo, con il tempo anche lo smalto dei denti riduce la sua originaria luminosità apparendo più scuro. Nell’arco della vita, infatti, si va incontro ad assottigliamento dello smalto evidenziando la dentina sottostante. La perdita dello smalto può essere causata inoltre da fattori meccanici (in questo caso si parla di abrasioni), legati proprio a tecniche di spazzolamento errate, a spazzolini con setole dure o all’utilizzo di dentifrici molto abrasivi, e/o chimici (in questo caso si parla di erosioni) per il consumo di bevande o cibi ad elevata acidità, come yogurt e soft drinks. Infine, non vanno dimenticate le disfunzioni dell’apparato stomatognatico, fra le più comuni il bruxismo, i disordini alimentari comportamentali (bulimia) o alcune patologie come il reflusso gastro-esofageo che possono tutte danneggiare lo smalto.

 

11. Ogni quanto tempo è consigliato un intervento di igiene orale professionale?

Dipende da paziente a paziente. Secondo le linee guida del Ministero della Salute l'igiene orale professionale in pazienti che non riescono a controllare, con l’igiene orale domiciliare, l’infiammazione gengivale e nei soggetti a rischio è indicata l’igiene orale professionale almeno 1-2 volte all’anno. Nei soggetti con una buona collaborazione ed in assenza di particolari patologie che condizionano lo stato di salute orale è consigliata almeno ogni dodici mesi. Un paziente con molte carie deve essere monitorato ogni tre o quattro mesi, così anche per un paziente portatore di impianti dentali, ortodonzia, oncologico, con riabilitazione proteica e con patologie di base come diabete di tipo 1, HIV o pazienti sindromici. La strategia di prevenzione delle gengiviti deve basarsi sul profilo di rischio individuale attraverso trattamenti personalizzati. Alla luce di ciò, gli intervalli di richiamo, nonché la terapia di mantenimento dipendono dalla collaborazione del paziente, dalla patologia di base e dalle abitudini/stili di vita del paziente, in particolare il fumo di sigaretta. La prima regola per ottenere un significativo successo nell’instaurare un’abitudine che riguardi l’igiene orale è intervenire con una buona motivazione, una buona informazione ed un’efficace istruzione del paziente.

 

12. Lo sbiancamento dentale è indicato a tutti i pazienti?  Quali possono essere i rischi?

Durante l'ultimo decennio, anche in campo odontoiatrico, la richiesta di trattamenti estetici è cresciuta in maniera esponenziale, per questo motivo sempre più spesso i nostri pazienti ci chiedono di avere un bel sorriso con denti bianchi. Le alterazioni cromatiche dei denti rappresentano un problema estetico lamentato da molti pazienti che può condizionare le relazioni interpersonali creando un problema non solo estetico ma anche psicologico. Oggi, grazie al rapido sviluppo di nuovi materiali per il trattamento delle discromie dentali sia al rinnovamento di prodotti già esistenti, lo sbiancamento dei denti vitali è un trattamento estetico che negli ultimi anni rientra nella pratica quotidiana degli studi odontoiatrici e degli igienisti dentali. Le tecniche professionali vengono attuate o direttamente nello studio odontoiatrico o a casa comunque sotto la supervisione di un professionista. I rischi di un trattamento professionale ben eseguito sono praticamente nulli. Possibili inconvenienti durante il trattamento sbiancante sono l'ipersensibilità dentinale e l'irritazione gengivale risolvibili con prodotti specifici.

 

Francesca Morelli