Interviste

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Ipertensione: rischi e prevenzione


25/10/2010

​Giovanni Cerasola

Come controllare i valori della pressione? Quando allarmarsi? Indicazioni e consigli. Due chiacchiere con Giovanni Cerasola Dipartimento di Medicina Interna, Malattie cardiovascolari e nefrourologiche, Università di Palermo

 

1.        Professor Cerasola, che cos’è l’ipertensione e chi ne soffre?

Per ipertensione si intende un aumento della pressione del sangue con rialzo dei valori della pressione arteriosa sia massima sia minima.. L’ipertensione è un patologia piuttosto diffusa; a soffrirne infatti sono circa un terzo degli italiani adulti, senza particolari distinzioni fra uomini e donne che possono esserne colpiti in uguale misura. La prevalenza dell’ipertensione supera addirittura il 50% se si considera la fascia di età oltre i 60 anni.

 

2.        Quali sono i valori medi normali della pressione?

Per essere normale, la pressione arteriosa massima (sistolica), ossia quando il muscolo cardiaco si contrae spingendo il sangue in circolo, non deve superare i 140 millimetri di mercurio (mmHg) e la minima (diastolica), ossia quando il cuore si dilata per incamerare altro sangue e spingerlo nuovamente fuori con una successiva contrazione, deve essere entro i 90. Tra 130 e 140 mmHg per la sistolica e 85 e 90 mmHg per la diastolica la Pressione Arteriosa può essere definita normale-alta. Tuttavia questi valori non sono costanti, infatti al mattino la pressione in genere è più alta e si modifica durante la giornata fino a raggiungere il suo minimo durante la notte. Va poi considerato il fatto che ci possono essere condizioni che favoriscono un aumento della pressione: sforzi fisici intensi, stress psicologico, ansia, etc....

 

3.        Quali sono le manifestazioni dell’ipertensione?

L’ipertensione è un patologia spesso asintomatica. A volte la malattia si manifesta con confusione mentale, cefalea, ronzii alle orecchie, disturbi visivi e turbe dell’equilibrio. Nella maggioranza dei casi tuttavia rimane silente per molti anni e quando comincia a manifestare i primi sintomi, si sono già determinati gravi danni agli organi bersaglio. Occorre tuttavia distinguere le diverse forme: la più comune è l’ipertensione essenziale o primitiva, che insorge gradualmente e aumenta con il passare degli anni. La causa, in questo caso, spesso non è nota e l’unica certezza è che è frequentemente  identificabile una forte componente ereditaria. Infatti maggiore attenzione si dovrebbe prestare ai figli di genitori ipertesi. Solo in pochissimi casi, in una percentuale che varia dal 5 al 10%, l’aumento della pressione è dovuto a una causa certa: una disfunzione dei reni, ad esempio, che non essendo più capaci di eliminare adeguatamente il sale ed i liquidi in eccesso, predispone all’innalzamento della pressione arteriosa, oppure l’iperproduzione di ormoni mineraloattivi o l’assunzione di farmaci come i contraccettivi orali o i cortisonici. Nell’ipertensione secondaria, generata da una causa nota quindi, i valori pressori pressori sono spesso elevati e le manifestazioni sono piuttosto evidenti: senso di pesantezza alla testa, vertigini, nausea e disturbi visivi.

 

4.        Ci si può fidare di una pressione misurata con il fai-da-te?

Certamente, ed anzi può essere una buona abitudine che aiuta il medico a stabilire se si è in presenza di un effettivo problema di ipertensione, soprattutto se si usano gli sfigmomanometri automatici validati con il bracciale che si gonfia automaticamente e che sono più pratici e facili da usare. Il mio consiglio per chi utilizza questo strumento a casa è di misurare la pressione al mattino circa mezz’ora dopo il risveglio e prima di colazione, in un luogo tranquillo restando prima seduti un paio di minuti, effettuando due misurazioni a distanza di due minuti una dall’altra e solo nel caso le due differiscano di molto procedere con una terza, o alla sera, dopo un’ora dal rientro a casa, secondo le indicazioni precedentemente date. Non è necessario prendere le misurazioni tutti i giorni, una o due volte alla settimana può essere sufficiente anche per gli ipertesi. Se poi si soffre di ipertensione è utile annotare i valori in un quaderno da dare al medico al momento della visita.

 

5.        Cosa accade quando la pressione si mantiene costantemente sopra i valori normali?

Valori eccessivi causano danni al sistema cardiovascolare predisponendo al rischio di  ipertrofia cardiaca, infarto, ictus cerebrale, scompenso cardiaco e insufficienza renale. Per questo è importante intervenire per tempo con una terapia farmacologica, soprattutto se insieme all’ipertensione esistono altre condizioni che facilitano l’insorgenza di malattie cardiache. Ma non basta: occorre anche ridurre gli altri fattori di rischio cardiovascolare eventualmente presenti, eliminando il fumo ad esempio, che agisce da vasocostrittore, assumendo una dieta povera di grassi animali responsabili spesso dell’aumento del colesterolo e riducendo il peso in eccesso. È importante poi fare attività fisica aerobica: gli sport più consigliati sono passeggiate, corse leggere, nuoto, tennis e soprattutto bicicletta; infatti l’attività fisica non agonistica praticata quotidianamente aiuta a conservare cuore e arterie in salute.

 

6.        Quali effetti può avere la pressione alta sull’organismo?

Oltre all’apparato cardiocircolatorio, subiscono i danni maggiori gli organi ricchi di vasi arteriosi. Infatti una pressione elevata 24 ore su 24, prolungata nel tempo, può provocare severe alterazioni e in alcuni casi distruggere o alterare le cellule parenchimali da essi irrorati. Sono più a rischio i reni che non solo possono essere vittime, ma possono diventare anche causa di ulteriore incremento dei valori pressori e di resistenza al trattamento. Gli occhi, nei quali una elevazione pressoria  può generare la retinopatia ipertensiva con disturbi della vista; il cervello con cefalee, ronzii, indebolimento dell’udito o, nei casi più severi, TIA o ictus. Il cuore, specie il ventricolo sinistro che a lungo andare si ispessisce e riduce la capacità di contrarsi con il rischio di insufficienza cardiaca; i vasi sanguigni arteriosi le cui pareti tendono a diventare progressivamente sempre più rigide, anche in relazione alla sostituzione delle loro fibre elastiche con sostanza collagene, con un conseguente indurimento complessivo e l’eventuale formazione di placche o di aneurismi.

 

7.        Come si riportano i valori della pressione nella norma ?

Occorre intervenire con una terapia farmacologica con diuretici, betabloccanti, calcioantagonoisti, sartani e Ace inibitori, anche in combinazione, in modo da agire su diversi fronti in quanto il meccanismo di regolazione della pressione è piuttosto complesso. Inoltre negli Stati Uniti è allo studio un vaccino, tuttavia ancora in fase di sperimentazione, che punta a sviluppare anticorpi contro l’angiotensina II, uno dei principali fattori che regolano la pressione arteriosa provocando il restringimento dei vasi sanguigni. I primi risultati ottenuti su animali e volontari sembrano incoraggianti e questo fa ben sperare che presto potremmo disporre di un’arma in più per combattere l’ipertensione.

 

8.    Come si fa a stabilire se le oscillazioni di pressione sono passeggere o indice di una vera e propria ipertensione?

Se in ripetuti controlli nell’arco di 3-6 mesi la pressione supera i 140/90 mmHg non esistono dubbi che si tratti di ipertensione. Più difficile è la diagnosi quando, senza altri fattori di rischio cardiovascolare, la massima, ossia la pressione sistolica, è compresa fra i 130/140 e la minima (diastolica) fra gli 80/90. In questo caso occorre effettuare ripetute misurazioni nel medesimo periodo della giornata e con la medesima metodica, per un periodo di tempo di almeno tre mesi, oppure è possibile monitorare la pressione per 24 ore con l’utilizzo di un apparecchio che misura e registra automaticamente la Pressione Arteriosa durante tutto l’arco delle 24 ore.

 

9.    È possibile fare qualcosa per prevenire l’ipertensione?

Date le varie componenti dell’ipertensione e la frequente presenza di più fattori genetici, non è possibile prevenirla in modo radicale. Tuttavia va detto che la prima prevenzione comincia a tavola, infatti il nemico peggiore per chi soffre di pressione alta è il consumo di sale. Ma non è sufficiente limitarlo, occorre eliminare o ridurre drasticamente a non più di 2 gr/die l’uso del sale per la preparazione dei cibi e moderare il consumo di tutti quegli elementi con un alto contenuto: formaggi, salumi e insaccati, dadi da cucina, olive, cibi conservati e precotti. In caso di sovrappeso o di colesterolo alto è bene ridurre anche i carboidrati, quindi pane, pasta e riso, i grassi di origine animale e gli alcolici che possono concorrere all’aumento del rischio di infarto e ictus.

 

10.   Qual è dunque la dieta migliore per chi soffre di ipertensione?

La dieta mediterranea, povera di grassi e ricca di vitamine e fibre. Quindi sì al consumo di frutta fresca e verdura di stagione condita con poco sale e insaporita eventualmente da aromi e spezie, quali timo, peperoncino, maggiorana, origano e rosmarino.

 

 

 

Francesca Morelli