Interviste

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La sigaretta vacanziera che resta per sempre. Si inizia a fumare d'estate, si continua a scuola


10/09/2010

​Carlo La Vecchia

Si inizia sempre per scherzo, soprattutto d’estate. Allegria, compagnia, curiosità sono complici del primo “tiro” ufficiale. Che coinvolge indifferentemente ragazze e ragazzi già a partire dai 10 - 11 anni. Un’indagine recente indica infatti che in genere si incomincia a fumare nell’adolescenza e il momento delle vacanze, in cui i giovani si concedono qualche lusso o uno strappo alle regole in più, è uno dei periodi più favorevoli per dare avvio a questa abitudine. Che poi si stabilizza con quei compagni di scuola che hanno avuto la medesima ‘iniziazione’ estiva. Si comincia con poche sigarette, spesso consumate in compagnia, e poi si finisce per fumare sempre di più. E oggi sono le ragazze ad essere più a rischio. Ne abbiamo parlato con il prof. Carlo La Vecchia, del Laboratorio di Epidemiologia dell'Istituto Mario Negri.


1.        Professor La Vecchia, che cos’è la nicotina?

La nicotina è un composto organico, un alcaloide, naturalmente presente nella pianta del tabacco. Sebbene si trovi in tutte le parti della pianta, è particolarmente concentrata nelle foglie. Pura è un liquido incolore, che all'aria imbrunisce, acquisendo l'odore del tabacco. È un potente veleno neurale, tanto che veniva inclusa nella formulazione di vari insetticidi usati in agricoltura, mentre a basse concentrazioni è una sostanza stimolante e che da asuefazione.

 

2.    Quali sono gli effetti della nicotina?

In piccole dosi, come ho accennato, la nicotina ha un effetto stimolante; aumenta la frequenza del battito cardiaco,e  la pressione sanguigna. In dosi elevate invece provoca nausea e vomito. Anche assunta in piccole dosi, come avviene tramite il fumo di tabacco in quanto la maggior parte della sostanza è distrutta dal calore, genera dipendenza (essendo uno dei principali fattori legati al piacere ed all'abitudine del fumare sigarette) tanto da indurre, specie in forti fumatori chiari sintomi di astinenza facilmente riconoscibili in irritabilità, mal di testa e ansia.

 

3.          Quali e quanti tipi di astinenza esistono?

Premesso che la dipendenza dal fumo è influenzata dalle condizioni fisiche e dal carattere del fumatore, in linea di massima esistono due tipi di astinenza nei quali si riscontrano tutti i fumatori: dipendenza fisica e dipendenza psicologia. La dipendenza fisica è causata dalla continua assunzione di nicoina, tanto che nel momento in cui queste vengono a mancare, si innesca una crisi di astinenza che ha come conseguenze degli attacchi d'ansia ed irritabilità, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, depressione, aumento della fame. La dipendenza psicologica invece è legata alla ritualità e alla gestualità del fumare, specialmente se l'abitudine è radicata nel tempo. Nell'ambito della dipendenza psicologia, vanno poi considerati anche il fattore sociale, quale adattamento alle mode, la ricerca di atteggiamenti per darsi contegno e la ricerca di aiuti/stimoli per superare le pressioni dell'ambiente; il fattore psicologico personale, ossia la ricerca di un calmante, di uno stimolante, di una protezione ed infine il fattore psicologico profondo, che si identifica nel portare un qualcosa alla bocca come gesto dalla forte componente inconscia (fase orale).

 

4.          Qual è il meccanismo di azione della nicotina?

Non appena la nicotina entra in corpo, viene rapidamente diffusa dalla circolazione sanguigna, tramite la quale arriva al sistema nervoso. In genere, giunge al cervello in circa sette secondi, dove agisce sui recettori dell'acetilcolina. A basse concentrazioni aumenta l'attività di questi recettori portando ad un aumento della produzione di adrenalina che è un ormone stimolante. A concentrazioni elevate invece blocca il recettore dell'acetilcolina e questa è la ragione della sua tossicità e della sua efficacia come insetticida. Oltre a ciò, la nicotina aumenta il livello di dopamina nei circuiti cerebrali del piacere ed è questa la ragione per cui la dipendenza da nicotina richiede, come necessità biochimica, di mantenerne elevati i livelli.

 

5.       Perché il desiderio di sigaretta aumenta dopo i pasti?

Il desiderio di sigaretta aumenta dopo i pasti, specie se abbondanti, perché la nicotina esplica anche un curioso effetto a livello gastrico in sinergia con altri componenti del fumo di tabacco. Infatti a pochi minuti dall'assunzione di fumo di tabacco si verifica un incremento del 15% della secrezione di HCl (acido cloridrico) da parte della mucosa gastrica. Questo spiega anche l’aumentato rischio di ulcera gastrica nei fumatori.

 

6.       Quali sono invece gli effetti sul sistema nervoso?

Gli effetti della nicotina sul sistema nervoso sono duraturi: l'inalazione del fumo della sigaretta e del tabacco è un metodo potente ed efficace per apportare nicotina al cervello, comportando alcune alterazioni a livello psichico che lentamente creano dipendenza da nicotina e quindi da tabacco e sigarette. Da qui la voglia di chi fuma ed aspira nicotina di avere desiderio crescente o costante di continuare a fumare anche nei giorni successivi. La nicotina svolge quindi un ruolo di dipendenza del tutto simile a quello che si ha con altre droghe e pertanto la nicotina viene definita come droga, ma causa assuefazione, ossia il bisogno di aumentare progressivamente le dosi per mantenere lo stesso effetto, o comunque di non diminuire le dosi di nicotina - sigaretta.

 

7.       E’ possibile “disintossicasi” dalla nicotina?

Certo,la maggior parte dei fumatori hanno smesso dasoli,  ma la disintossicazione dalla nicotina, e quindi dalle sigarette e dal tabacco, può richiedere a volte anche una cura di tipo sia medico sia psicologico. Tuttavia ciò che non deve mancare è un buon impegno da parte del fumatore per smettere di fumare.

 

8.       Quanto influisce il fumo passivo sullo stato di salute?

Molto tanto che negli Stati Uniti il Surgeon General - la massima autorità sanitaria del paese - aveva dichiarato nel 1992 che il fumo passivo “è causa di malattie, compreso il cancro del polmone, nei non fumatori sani”, mentre nel Report di 4 anni prima scriveva che "le sigarette e le altre forme di tabacco danno dipendenza”, ritornando al concetto che la nicotina è la sostanza che crea dipendenza.

 

9.       Il fumo, anche quello passivo, può essere causa di malattie?

Il tabaco è la principale causa di malattia e di morte. Il fumo resta il principale fattore di rischio di cancro ma esso è anche responsabile di peggioramenti della funzionalità respiratoria e di danni irreversibili all’apparato cardiovascolare per delle alterazioni nel trasporto di ossigeno nel sangue.

Non va inoltre dimenticato che il fumo può causare cambiamenti del metabolismo lipidico, modifiche delle placche aterosclerotiche, trombosi con conseguente infarto miocardico. In donne in pre-menopausa può indurre una menopausa anticipata di oltre un anno, agendo sulle produzioni ormonali. Sono effetti collaterali che non si limitano ai soli fumatori. Analisi condotte su un campione di soggetti esposti a fumo passivo hanno evidenziato nel plasma presenza di cotinina, una molecola che deriva dalla nicotina ed indice di avvenuta esposizione a prodotti di combustione del tabacco.

 

10.   La dipendenza da fumo può essere considerata alla stregua di una malattia?

Sì. Nella quarta edizione del 1994 del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, (DSM-IV), la dipendenza e l’astinenza da nicotina sono classificate come un disturbo psichiatrico. I criteri di valutazione che hanno permesso di definirla tale, si sono basati sul persistente desiderio o il fallimento dei tentativi di smettere; l’aumento della quota del proprio reddito destinata a procurarsi la sostanza; la continuazione nell'uso nonostante la consapevolezza di un problema di salute ed il disagio, anche dopo una breve astinenza, che porta al tentativo continuo di trovare sollievo al desiderio di fumare proprio a causa della dipendenza da nicotina.

 

11.   L’uso di nicotina potrebbe avere qualche effetto positivo?

È davvero inopportuno parlare di ‘effetti positivi’ da nicotina. Per analogia con i recettori della dopamina, la nicotina riduce la sintomatologia del morbo di Parkinson, ma non vi è motivo per utilizzare nicotina invece della terapia usuale a base di levodopa. Peraltro, i pazienti con Parkinson hanno ridotti recettori alla dopamina, e potrebbero fumare di meno in conseguenza della loro patologia. In altri termini, non sarebbe il fumo a ridurre il rischio di Parkinson, ma il Parkinson a ridurre il fumo.

 

Francesca Morelli