Interviste
I polipi del collo dell’utero (o cervicali)
06/09/2010
Michele Vignali
Cause, sintomi e terapie. Ne abbiamo parlato con Michele Vignali, della Clinica Ostetrica Ginecologica del Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni di Milano.
1. Dott. Vignali che cosa sono i polipi cervicali?
I polipi uterini sono escrescenze carnose che si formano e protrudono dal rivestimento interno dell’utero (endometrio) o dal canale cervicale, il passaggio che mette in comunicazione la cavità uterina con la vagina. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni benigne che colpiscono donne di età superiore ai 20 anni, specie se con pregresse gravidanze. Le dimensioni dei polipi cervicali possono variare da
2. Quali sono le cause della loro formazione?
I polipi al collo dell’utero si sviluppano a seguito di un eccessivo stimolo da parte degli ormoni femminili (estrogeni), sia che questo avvenga in maniera del tutto naturale o indotto dall’assunzione di farmaci. Una seconda causa di sviluppo potrebbe essere riferibile ad un’infiammazione cronica della cervice uterina.
3. A quali sintomi la donna deve prestare attenzione?
Nella maggioranza dei casi i polipi sono asintomatici e la diagnosi è pertanto casuale in corso di una visita specialistica. A seconda della sede possono manifestarsi sintomatologie diverse. Se il polipo è cervicale, ossia localizzato sul collo dell’utero, possono manifestarsi piccoli sanguinamenti anomali, anche post-coitali. Se invece sono endometriali, quindi localizzati all’interno della cavità uterina e di norma più grossi, possono dare mestruazioni abbondanti, sanguinamenti inter-mestruali o vere e proprie emorragie, anche in menopausa.
4. Come si arriva alla diagnosi di un polipo cervicale?
I polipi cervicali possono essere diagnosticati, come dicevo, già durante una semplice visita ginecologica o durante l’esecuzione del Pap-test, mentre solo un’ecografia trans vaginale, permettendoci di visualizzare la cavità uterina, potrà porre il sospetto di un polipo endometriale. In ogni caso, la diagnosi deve essere confermata attraverso una isteroscopia, un esame endoscopico che può essere fatto sia in day-hospital che ambulatoriamente, che si effettua mediante un sottile strumento ottico inserito nel collo dell’utero e collegato ad un telecamera che permette di visualizzare la cavità uterina su uno schermo televisivo. Una valida alternativa all’isteroscopia, soprattutto per la diagnosi dei polipi endometriali, è la sonoisterografia, un’esame che si esegue ambulatorialmente, e che prevede l’inserimento di un cateterino di 2 mm nella cervice uterina, tramite il quale si infondono 20-30 mL di soluzione fisiologica sterile che distendono la cavità uterina, permettendo, attraverso un’ecografia transvaginale eseguita contestualmente, di evidenziare eventuali formazioni (polipi o fibromi) all’interno della cavità endometriale.
5. Quali rischi la donna può correre in presenza di polipi uterini?
L’unico vero rischio è la trasformazione maligna, ma tale rischio dipende molto dall’età della donna. In età fertile la trasformazione in carcinoma è veramente rara. Un polipo cervicale non compromette né la fertilità né tantomeno il decorso di una gravidanza. Se parliamo però di polipi endometriali in età fertile, specie nelle donne che desiderano un figlio, i polipi vanno rimossi perché possono rendere difficoltoso l’annidamento dell’embrione e quindi portare all’aborto. In età post-menopausale il rischio di trasformazione maligna va preso in seria considerazione, soprattutto in presenza di perdite di sangue associate.
6. Qual è la terapia per i polipi uterini?
Il polipo cervicale va rimosso dal ginecologo in qualsiasi caso. In presenza di piccoli polipi protrudenti dal collo dell’utero l’intervento può essere eseguito ambulatorialmente, senza anestesia e in pochi secondi, torcendo il peduncolo d’inserzione. Sebbene abbiamo detto che il rischio di trasformazione maligna sia raro, è tuttavia corretto effettuare un esame istologico e somministrare una terapia antibiotica profilattica per ridurre il rischio di infezioni. In caso si tratti invece di polipi endometriali, possono essere asportati in anestesia generale, con un piccolo intervento endoscopico di 15 minuti. Per questo tipo di interventi, la degenza è di 12-24 ore e l’indomani la paziente può tranquillamente tornare alle sue consuete attività. Piccoli polipi endometriali possono essere asportati, sempre mediante isteroscopia, in regime ambulatoriale.
7. In caso di isterectomia, la femminilità ne potrà risentire?
L’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, è consigliata in pazienti in post-menopausa sottoposte in passato a più polipectomie endometriali o con altre patologie dell’apparato genitale concomitanti e che presentino ancora una recidiva di polipo endometriale. In genere sono due le preoccupazioni delle donne che devono affrontare una isterectomia: la sessualità futura e l’estetica. La sessualità, soprattutto se aiutata dal partner, non ne risentirà particolarmente; per quanto riguarda invece l’estetica, il ricorso ad interventi laparotomici, che prevedano cioè un’incisione addominale (trasversale sopra il pube o longitudinale mediana, tra l’ombelico e il pube) è sempre più raro. Dipende ovviamente dalle dimensioni dell’utero e dall’equipe che esegue l’intervento, tuttavia in caso di asportazione dell’utero per via vaginale non rimane alcune cicatrice esterna. In caso invece di asportazione dell’utero per mezzo della laparoscopia, che consente di rimuovere uteri anche di dimensioni cospicue, le cicatrici sull’addome sono di pochi millimetri (5 per precisione!). Il giorno dell’intervento, è meglio restare a riposo od alzarsi solo se aiutati poiché l’autonomia verrà riacquistata pienamente dopo due giorni circa dall’intervento, che, in caso di isterectomia vaginale o laparoscopica, coincidono anche con il giorno della dimissione. Occorrerà invece più attenzione per i rapporti sessuali che potranno essere ripresi dopo 30-40 giorni e le normali attività entro circa 3 settimane.
Francesca Morelli
Cause, sintomi e terapie. Ne abbiamo parlato con Michele Vignali, della Clinica Ostetrica Ginecologica del Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni di MilanoCause, sintomi e terapie. Ne abbiamo parlato con Michele Vignali, della Clinica Ostetrica Ginecologica del Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni di Milano
1. Dott. Vignali che cosa sono i polipi cervicali?
I polipi uterini sono escrescenze carnose che si formano e protrudono dal rivestimento interno dell’utero (endometrio) o dal canale cervicale, il passaggio che mette in comunicazione la cavità uterina con la vagina. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni benigne che colpiscono donne di età superiore ai 20 anni, specie se con pregresse gravidanze. Le dimensioni dei polipi cervicali possono variare da
2. Quali sono le cause della loro formazione?
I polipi al collo dell’utero si sviluppano a seguito di un eccessivo stimolo da parte degli ormoni femminili (estrogeni), sia che questo avvenga in maniera del tutto naturale o indotto dall’assunzione di farmaci. Una seconda causa di sviluppo potrebbe essere riferibile ad un’infiammazione cronica della cervice uterina.
3. A quali sintomi la donna deve prestare attenzione?
Nella maggioranza dei casi i polipi sono asintomatici e la diagnosi è pertanto casuale in corso di una visita specialistica. A seconda della sede possono manifestarsi sintomatologie diverse. Se il polipo è cervicale, ossia localizzato sul collo dell’utero, possono manifestarsi piccoli sanguinamenti anomali, anche post-coitali. Se invece sono endometriali, quindi localizzati all’interno della cavità uterina e di norma più grossi, possono dare mestruazioni abbondanti, sanguinamenti inter-mestruali o vere e proprie emorragie, anche in menopausa.
4. Come si arriva alla diagnosi di un polipo cervicale?
I polipi cervicali possono essere diagnosticati, come dicevo, già durante una semplice visita ginecologica o durante l’esecuzione del Pap-test, mentre solo un’ecografia trans vaginale, permettendoci di visualizzare la cavità uterina, potrà porre il sospetto di un polipo endometriale. In ogni caso, la diagnosi deve essere confermata attraverso una isteroscopia, un esame endoscopico che può essere fatto sia in day-hospital che ambulatoriamente, che si effettua mediante un sottile strumento ottico inserito nel collo dell’utero e collegato ad un telecamera che permette di visualizzare la cavità uterina su uno schermo televisivo. Una valida alternativa all’isteroscopia, soprattutto per la diagnosi dei polipi endometriali, è la sonoisterografia, un’esame che si esegue ambulatorialmente, e che prevede l’inserimento di un cateterino di 2 mm nella cervice uterina, tramite il quale si infondono 20-30 mL di soluzione fisiologica sterile che distendono la cavità uterina, permettendo, attraverso un’ecografia transvaginale eseguita contestualmente, di evidenziare eventuali formazioni (polipi o fibromi) all’interno della cavità endometriale.
5. Quali rischi la donna può correre in presenza di polipi uterini?
L’unico vero rischio è la trasformazione maligna, ma tale rischio dipende molto dall’età della donna. In età fertile la trasformazione in carcinoma è veramente rara. Un polipo cervicale non compromette né la fertilità né tantomeno il decorso di una gravidanza. Se parliamo però di polipi endometriali in età fertile, specie nelle donne che desiderano un figlio, i polipi vanno rimossi perché possono rendere difficoltoso l’annidamento dell’embrione e quindi portare all’aborto. In età post-menopausale il rischio di trasformazione maligna va preso in seria considerazione, soprattutto in presenza di perdite di sangue associate.
6. Qual è la terapia per i polipi uterini?
Il polipo cervicale va rimosso dal ginecologo in qualsiasi caso. In presenza di piccoli polipi protrudenti dal collo dell’utero l’intervento può essere eseguito ambulatorialmente, senza anestesia e in pochi secondi, torcendo il peduncolo d’inserzione. Sebbene abbiamo detto che il rischio di trasformazione maligna sia raro, è tuttavia corretto effettuare un esame istologico e somministrare una terapia antibiotica profilattica per ridurre il rischio di infezioni. In caso si tratti invece di polipi endometriali, possono essere asportati in anestesia generale, con un piccolo intervento endoscopico di 15 minuti. Per questo tipo di interventi, la degenza è di 12-24 ore e l’indomani la paziente può tranquillamente tornare alle sue consuete attività. Piccoli polipi endometriali possono essere asportati, sempre mediante isteroscopia, in regime ambulatoriale.
7. In caso di isterectomia, la femminilità ne potrà risentire?
L’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, è consigliata in pazienti in post-menopausa sottoposte in passato a più polipectomie endometriali o con altre patologie dell’apparato genitale concomitanti e che presentino ancora una recidiva di polipo endometriale. In genere sono due le preoccupazioni delle donne che devono affrontare una isterectomia: la sessualità futura e l’estetica. La sessualità, soprattutto se aiutata dal partner, non ne risentirà particolarmente; per quanto riguarda invece l’estetica, il ricorso ad interventi laparotomici, che prevedano cioè un’incisione addominale (trasversale sopra il pube o longitudinale mediana, tra l’ombelico e il pube) è sempre più raro. Dipende ovviamente dalle dimensioni dell’utero e dall’equipe che esegue l’intervento, tuttavia in caso di asportazione dell’utero per via vaginale non rimane alcune cicatrice esterna. In caso invece di asportazione dell’utero per mezzo della laparoscopia, che consente di rimuovere uteri anche di dimensioni cospicue, le cicatrici sull’addome sono di pochi millimetri (5 per precisione!). Il giorno dell’intervento, è meglio restare a riposo od alzarsi solo se aiutati poiché l’autonomia verrà riacquistata pienamente dopo due giorni circa dall’intervento, che, in caso di isterectomia vaginale o laparoscopica, coincidono anche con il giorno della dimissione. Occorrerà invece più attenzione per i rapporti sessuali che potranno essere ripresi dopo 30-40 giorni e le normali attività entro circa 3 settimane.
Francesca Morelli




