Interviste

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Vacanze... previdenti


28/07/2010

Zeno Bisoffi

Vacanze…  previdenti: come prepararsi a lunghi viaggi e che cosa fare per non incorrere in spiacevoli disturbi in soggiorni in Italia e all’estero? Ne abbiamo parlato con il Professor Zeno Bisoffi, Primario del Centro per le Malattie Tropicali, Ospedale S. Cuore, Negrar – Verona.


1. Professor Bisoffi, siamo ormai in prossimità del periodo estivo e la partenza per le vacanze si avvicina. La profilassi è necessaria solo o soprattutto se si viaggia in Paesi tropicali?

Non è del tutto vero. Certamente, viaggiando in Paesi che godono di buone condizioni igieniche, simili al nostro, non occorrono precauzioni particolari. Ma anche molti paesi non strettamente tropicali (pensiamo al Nordafrica, ma anche ad alcuni paesi dell’ex Unione Sovietica, che fanno parte a tutti gli effetti delle “Regione Europea” dell’OMS), malattie anche piuttosto comuni, come l’epatite A e B e/o la salmonellosi, sono ancora diffuse. Dunque la prima raccomandazione è quella di rivolgersi a un centro specialistico di medicina tropicale o medicina dei viaggi prima di affrontare un viaggio. Vaccinarsi contro l’epatite e il tifo può essere ad esempio indicato per molte destinazioni, soprattutto se sono previsti grandi spostamenti magari un po’ avventurosi. Altre vaccinazioni come quella anticolerica per via orale o quella contro la meningite vengono indicate in casi particolari, e in casi ancora più selezionati possono essere raccomandate vaccinazioni più “esotiche” come quella per l’encefalite giapponese. Nelle aree tropicali dell’Africa e dell’America Latina è spesso consigliata la vaccinazione per la febbre gialla (addirittura obbligatoria per talune destinazioni), mentre la profilassi antimalarica è bene effettuarlasoprattutto nella maggior parte dei paesi dell’Africa sub-sahariana.

 

2.        Spesso le persone che viaggiano all’estero sono soggette a disturbi gastrointestinali. Qual è la causa principale?

Le cause dei disturbi gastrointestinali, che si manifestano principalmente con diarrea, possono essere di diversa natura. In primo luogo sono da riferire a enterobatteri come i coli e le salmonelle, oppure a virus, o infine, meno frequentemente, a protozoi come la giardia o l’ameba.  Tutti questi agenti patogeni si trasmettono per via alimentare: nei paesi esotici è meglio dunque evitare di consumare i molluschi e i crostacei crudi, ma anche un po’ tutti i cibi venduti per strada; è preferibile bere acqua imbottigliata e non mettere cubetti di ghiaccio nelle bevande anche se si soggiorna in villaggi organizzati; evitare le verdure crude e in genere i cibi crudi o poco cotti. Sarebbe infine opportuno non consumare macedonie di frutta fresca o frullati, ma solo frutta che il turista dovrebbe sbucciare personalmente e con mani pulite per avere assoluta tranquillità.

 

3.        Cosa ci si deve comportare in presenza di diarrea?

La prima cosa da fare è idratarsi (bere abbondantemente per reintegrare i liquidi persi con la diarrea, e se questa è abbondante, soprattutto per i bambini è opportuno aggiungere sali reidratanti); fermenti lattici possono essere di qualche aiuto; gli antidiarroici, invece, vanno riservati ai casi più seri, per i quali occorre aggiungere un antibiotico specifico che sarebbe bene portare con sé, se la meta sono paesi a rischio con precarie condizioni igieniche. I prodotti specifici e le loro indicazioni potranno essere indicati dai centri di prevenzione e medicina tropicale e dei viaggi.

 

4.        Spesso nei lunghi spostamenti si incorre nel fuso orario. Quanto può influire sul buon equilibrio fisico?

Il fuso orario, specie se supera le quattro ore, può avere conseguenze soprattutto sui cicli di sonno dove può perdersi la sincronia del ritmo sonno-veglia., è possibile quindi che si possano verificare la riduzione delle capacità di controllo delle azioni e alterazioni nell’umore ed essere maggiormente sensibili a stati di ansia e irritabilità. Ci sono però dei piccoli accorgimenti da adottare: qualche giorno prima della partenza può essere utile iniziare a spostare gli orari dei pasti. La melatonina, che aiuta a sincronizzare il proprio orologio interno ai nuovi ritmi sonno-veglia, può essere di aiuto in alcuni casi.

5.        Quanto può influire l’immobilità in un lungo viaggio?

Sia durante lunghi viaggi aerei che in auto, è importante non restare per troppo tempo immobili poiché questa condizione potrebbe provocare, soprattutto in persone di una certa età, tanto più se obese o con altri fattori di rischio, problemi di circolazione venosa che possono arrivare alla trombosi, la quale a volte può addirittura complicarsi con un’embolia polmonare (si parla della cosiddetta “sindrome da classe economica”, a causa del poco spazio a disposizione per muovere gli arti). Per evitare questo rischio è sufficiente compiere piccoli esercizi sul posto, ad esempio premendo i piedi sul pavimento con forza o alternando contrazioni e rilasciamento dei polpacci e delle cosce. Se è possibile si possono fare anche brevi camminate lungo il corridoio degli aerei e in auto programmare delle soste. Per chi soffre già di disturbi circolatori il consiglio ovvio è quello di indossare per il periodo del viaggio calze elastiche che aiutano la circolazione venosa. Su indicazione medica si può assumere anche una piccola dose di aspirina prima del volo o del viaggio in auto.

 

6.        Quali altri problemi possono insorgere durante lunghi voli aerei?

La secchezza delle fauci dovuta all’aria delle cabine particolarmente secca. È bene dunque durante il volo bere molta acqua per idratarsi (questo consiglio è utile anche per contribuire a prevenire i problemi circolatori di cui sopra), evitando però gli alcolici. Si potrebbero avvertire anche fastidi agli occhi: chi porta le lenti a contatto può sostituirle con gli occhiali durante il viaggio, e può essere utile umettare gli occhi con lacrime artificiali. Anche la mucosa nasale può essere irritata, solo se questo disturbo fosse particolarmente fastidioso potrebbe giovare un decongestionante nasale.

 

7.        Quali sono dunque i farmaci che non dovrebbero mai mancare nella valigia di un viaggiatore accorto, sia esso diretto nei paesi esotici come no?

Anzitutto i farmaci che si assumono abitualmente e in dosi sufficienti per coprire l’intero periodo della vacanza. E poi un kit per il pronto soccorso costituito da cerotti, garze, salviette disinfettanti, un paio di guanti sterili e qualche siringa sterile. Non dovrebbe mancare un antibiotico a largo spettro utile in caso di febbre prolungata, diarrea grave (associarlo in questo caso all’antidiarroico e eventualmente ai fermenti lattici come già ricordato) o altri problemi di probabile natura batterica, e di impossibilità di consultare un medico. Si tratta di indicazioni sommarie e incomplete, che non possono sostituire una consulenza presso un centro specializzato, dove verranno indicati i prodotti specifici. Naturalmente auguro però a tutti di non dovere fare uso di nessun farmaco e di trascorrere una serena e buona vacanza!

 

8.        C’è qualche altra precauzione importante da non dimenticare? 

Certamente sì, anzi questa ultima raccomandazione è in assoluto la più importante. Il rischio in assoluto più grave quando si viaggia, soprattutto in paesi dalla condizione socioeconomica precaria, non sono le malattie infettive o tropicali, anzi non sono nemmeno le malattie in genere, bensì gli incidenti stradali. Abbassare la guardia sulla sicurezza stradale sarebbe l’errore più grave (non usare la cintura perché non lo fa nessuno, prendere passaggi in autostop, o peggio noleggiare moto o motorini e magari condurli senza casco… sono tutti comportamenti sconsiderati che ci espongono a un rischio che va invece assolutamente evitato!).

 

Francesca Morelli