Interviste
Il nuoto: uno sport al femminile?
05/05/2010
Sergio Lupo
1. Dottor Lupo, è vero che uno sport come il nuoto può alterare le linee del corpo?
Qualsiasi attività sportiva, se viene effettuata con un impegno ed una intensità elevate, modifica la massa muscolare e può arrivare anche a influenzare alcune posture. Se praticato in modo corretto, l’esercizio fisico apporta invece delle “alterazioni” benefiche che migliorano anche l’efficienza fisica del nostro organismo.
2. Definirebbe il nuoto uno sport al femminile?
Come ogni altro sport anche il nuoto ha effetti specifici. A livello non agonistico può essere consigliato perchè in galleggiamento, e quindi in assenza di gravità, crea meno sovraccarichi strutturali, condizione questa che può favorire l’estetica e l’armonia delle proporzioni. E in questo senso può essere inteso come sport al femminile.
3. Quali altre azioni benefiche svolge il nuoto?
Il nuoto esercita sul corpo una continua pressione idrostatica, cioè un massaggio naturale attuato dall’acqua che, comprimendo leggermente i tessuti, favorisce ulteriormente la circolazione con effetti drenanti e antigonfiore. E’ per questo che una bella nuotata viene consigliata in gravidanza, quando la circolazione tende a ristagnare, ed è anche la ragione per cui chi nuota molto ha gambe e fianchi asciutti e slanciati, infatti nel nuoto la massa muscolare è scarsamente interessata tanto che può essere paragonato a un esercizio aerobico basato sulla resistenza più che sulla potenza, che svolge una azione sui muscoli più dolce rispetto a quanto avviene in molte altre attività, come ad esempio il body building.
4. Tuttavia il nuoto non soltanto può incurvare ma anche aumentare l’ampiezza delle spalle.
E’ un rischio che può correre chi pratica il nuoto soprattutto a livello agonistico, ma poiché non vi sono implicazioni ossee, si tratta solo di un aumento della muscolatura delle spalle che, a causa dello sviluppo dei deltoidi e dello snellimento dei fianchi, possono risultare più ampie di quello che siano in realtà. E’ possibile ovviare a questo problema compiendo degli esercizi con gli elastici o il vogatore al fine di allungare da un lato la muscolatura (principalmente i pettorali) che tende a portare in avanti e in basso le spalle e dall’altro stimolare la contrazione di gruppi muscolari (extrarotatori, romboidi, dorsali) che consentono di aprire il petto e le spalle, privilegiando stili che compensano l’accorciamento dei muscoli pettorali, come ad esempio il dorso. Infatti chi ha una ipercifosi dorsale dovrebbe nuotare in prevalenza stile dorso e effettuare poi i corretti esercizi posturale e di allungamento.
5. Ha parlato di armonia delle proporzioni. Quali effetti svolge il nuoto sugli arti inferiori?
Un effetto modesto: gli arti inferiori nel nuoto vengono utilizzati scarsamente per “spingere”. Solo nelle distanze molto brevi (50 metri) l’arto inferiore serve per la “propulsione” del corpo. Il nuotatore ha infatti la muscolatura del tronco e degli arti superiori maggiormente sviluppata rispetto a quella degli arti inferiori Il rischio è quindi quello di avere una gamba troppo sottile le cui proporzioni potranno essere riacquistate con degli esercizi specifici di tonificazione. Anche le caviglie non subiscono alcuna modificazione estetica, al contrario le sollecitazioni delle articolazioni aiutano ad aumentarne la flessibilità con una ricaduta positiva anche sul portamento. Ne beneficiano anche fianchi e glutei poiché qualunque movimento che comporti l’estensione della gamba è mediato dalla contrazione del gluteo e questo significa tonificare e alzare il sedere, migliorare la linea posteriore dei fianchi.
6. Pancia e seno possono beneficiarne?
Certamente, utilizzare continuamente i muscoli addominali sollecitandoli con una contrazione prevalentemente isometrica, contribuisce a distendere l’addome che in questo modo risulterà piatto. Mentre il seno sollecitato soprattutto dai grandi pettorali, ossia quei muscoli che vanno dalle spalle alla cassa toracica facendo da base alla ghiandola mammaria, si mantiene alto. A favorire questa azione sono soprattutto lo stile libero e il dorso e per ottimizzarne gli effetti anche in vista di un perfetto equilibrio di forme sarebbe bene alternarli: stile libero e dorso per l’adduzione.
7. E per gli arti superiori?
Con il nuoto spalle, tronco e braccia sono unite in un’unica meccanica muscolare molto importante in questo sport. Tuttavia i gruppi muscolari intrarotatori e adduttori, come ho detto, tendono a chiudere il corpo portando avanti le spalle e dando alla figura un’impronta un po’ curva. E poiché gli arti superiori hanno scarso tessuto muscolare nella parte interna del braccio è utile esercitare il bicipite anteriormente e il tricipite posteriormente con movimenti mirati specie in età più avanzata quando l’interno del braccio che cade è un’evenienza più frequente e antiestetica. A ciò si può ovviare in parte rinforzando bicipite, tricipite e deltoide così da distendere il tessuto cutaneo. Lo stile più adatto è il nuoto libero con l’accortezza di forzare maggiormente nell’ultima parte della bracciata, evitando di far uscire subito il braccio dall’acqua ma spingendolo il più possibile verso i piedi.
8. Come proteggere la pelle dalle lunghe immersioni?
Prima di andare in acqua è bene usare su tutto il corpo un olio che non unga ma idrati a fondo la pelle, in particolare sulle gambe che, essendo molto povere di ghiandole sebacee, tendono a seccarsi maggiormente. Anche durante la doccia è preferibile utilizzare oli detergenti, seguiti da creme idratanti, piuttosto che saponi o schiume. Allo stesso modo viso, collo e décolleté vanno reidratati con abbondante crema nutriente dopo la doccia. Se si frequenta la piscina con regolarità, è consigliabile un trattamento con due cicli l’anno di rivitalizzanti a base di acido ialuronico, sostanza che creando una riserva d’acqua nel derma, aiuta a contrastare i danni della disidratazione.
Francesca Morelli



