Il Papillomavirus umano è un virus molto comune la cui diffusione è massima tra i giovani. Non colpisce particolari fasce di popolazione né si lega a comportamenti sessuali a rischio.
Entrare in contatto con l’HPV è normale, indipendentemente dal numero di partner o dalla frequenza dei rapporti sessuali. L’infezione genitale da HPV può essere trasmessa non solo attraverso il rapporto sessuale, ma anche tramite il semplice contatto cutaneo nell’area genitale. Quindi l’uso del preservativo (che resta uno strumento fondamentale per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse) riduce, ma non impedisce, la possibilità di trasmissione del virus in quanto questo può essere presente su porzioni di pelle non protette dal preservativo.
E’ ormai stato ampiamente dimostrato da numerosissimi studi che l’infezione genitale da parte di ceppi oncogenici di HPV (il cui DNA può essere ricercato attraverso appositi test su materiale prelevato dallo striscio cervico-vaginale) predispone allo sviluppo di un carcinoma della cervice uterina. Esistono più di 100 differenti sierotipi di HPV, tuttavia solo 15 di essi sono risultati essere associati al tumore cervicale. Per tale motivo, mentre la gran parte delle pazienti con carcinoma della cervice uterina presenta l’HPV, non tutte le donne affette da HPV sviluppano il tumore. In pazienti che presentino al Pap test un esame citologico dubbio (“atypical squamous cells undetermined significance – ASCUS”), la ricerca della presenza dell’HPV-DNA consente di selezionare i soggetti da sottoporre a colposcopia ed esame bioptico, in quanto a maggior rischio di essere affetti da una neoplasia del collo dell’utero.
Ci sono circa 40 tipi di HPV che possono infettare il tratto genitale. I tipi denominati 16 e 18 sono responsabili di oltre il 70% dei casi di cancro cervicale. Circa il 75% delle donne sessualmente attive si infetta nel corso della vita con un virus HPV. Il virus può provocare lesioni delle cellule del collo dell’utero che, nel tempo, possono trasformarsi in cancro. Ci vogliono però molti anni (decenni) perché le lesioni provocate dall'HPV si trasformino in tumore.
Questo virus è anche la causa di un’altra patologia sessualmente trasmessa: i condilomi. Note anche con il nome di verruche genitali, a causare queste lesioni sugli organi genitali sono i tipi di HPV 6 e 11.
Da alcuni anni esistono i vaccini per il papilloma virus. Il vaccino anti-HPV è indicato per le ragazze e per le donne fino ai 25 anni. Contiene una copia innocua del virus HPV, in grado di indurre una risposta del sistema immunitario senza essere infettivo. Viene iniettato nel muscolo deltoide ed è importante che vengano somministrate tutte e tre le dosi di vaccino per avere una protezione idonea. La vaccinazione agisce sulle cause del tumore perché previene l’infezione causata dai maggiori ceppi oncogeni di HPV 16 e 18. I vaccini oggi disponibili sono due: il bivalente che previene le infezioni da HPV 16 e 18 e il quadrivalente che previene le infezioni da HPV 16, 18, 6 e 11.
In linea generale la vaccinazione previene l’infezione da HPV nelle donne che non sono mai state infettate dal virus e nelle donne che, pur essendo state infettate, hanno eliminato il virus.
Il vaccino e’ indicato per le adolescenti e le giovani donne dai 9 ai 25 anni.
La campagna vaccinale raccomandata dal Ministero della Salute prevede l’offerta attiva e gratuita del vaccino contro il Papillomavirus Umano HPV per le ragazze che hanno compiuto l’undicesimo anno di età. Questo consente di garantire un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus. Ciascuna Regione ha, poi, dettagliato la modalità di offerta del vaccino del proprio territorio. Per saperne di più, suggeriamo di consultare o il sito delle Regioni di appartenenza o di contattare il Dipartimento di Prevenzione delle proprie ASL o il medico di fiducia.
Cos'è WACC?
Brochure su HPV e tumore al collo dell'utero
Scopri l'iniziativa WACC per creare una maggiore consapevolezza sul cancro cervicale e i metodi per prevenire questa malattia potenzialmente letale. Qui è possibile leggere la lettera che spiega nel dettaglio l’iniziativa e cliccando qui è possibile scaricare la richiesta di testimonianza che si può inviare via e-mail all’indirizzo testimonial@wacc-network.org oppure inserire sul sito www.wacc-network.org.